Carta del dirigente scolastico: ANP chiede parità con i docenti
La carta del dirigente scolastico è ancora assente: l'ANP rilancia la richiesta di strumenti formativi dedicati a chi guida le scuole, sul modello già esistente per gli insegnanti.
La Carta del dirigente scolastico non esiste ancora, ma qualcuno la sta chiedendo con forza. Dopo il rinnovo della Carta del docente e la sua estensione ai supplenti annuali, l'ANP — l'associazione nazionale dei presidi — ha acceso i riflettori su una lacuna che pesa: chi guida le scuole non dispone di alcuno strumento pubblico dedicato alla propria formazione continua. Un'assenza che stride con i nuovi obblighi introdotti dal sistema di valutazione dei dirigenti.
Cosa cambia con il D.I. n. 59 del 2026
Il Decreto Interministeriale n. 59, firmato il 31 marzo 2026, ha confermato la Carta del docente e previsto una novità importante: il bonus sarà accessibile anche ai supplenti con contratto annuale. Una misura attesa, che rafforza il welfare professionale degli insegnanti.
L'ANP riconosce il valore di questo investimento. Ma sottolinea che la stessa logica non si applica ai dirigenti scolastici. I presidi restano fuori da qualsiasi misura analoga, nonostante le responsabilità crescenti che il ruolo comporta ogni anno.
Perché la formazione del preside non può essere privata
Guidare una scuola oggi significa gestire aspetti molto diversi tra loro. Un dirigente deve conoscere il diritto amministrativo, le norme contrattuali, i processi organizzativi e le dinamiche relazionali di una comunità educativa. Non si tratta di competenze opzionali: sono strumenti indispensabili per fare bene il proprio lavoro.
Secondo l'ANP, lasciare questa formazione a carico del singolo è sbagliato. I costi — corsi, pubblicazioni, banche dati — ricadono sul preside come privato cittadino, senza alcun supporto istituzionale. Un paradosso, considerando che quella formazione serve direttamente la qualità della scuola pubblica.
Le competenze che un dirigente deve coltivare includono:
conoscenze giuridiche e normative aggiornate;
capacità organizzative e gestionali;
competenze relazionali e di leadership educativa;
padronanza degli strumenti di rendicontazione e valutazione.
Il nodo della valutazione: standard alti senza risorse
Il D.M. n. 47/2025 ha introdotto un nuovo sistema per misurare la qualità dell'azione dei dirigenti scolastici. Si valutano la gestione organizzativa, la dimensione pedagogica e i risultati ottenuti attraverso specifici indicatori di performance.
L'ANP pone una domanda semplice: come si può chiedere ai presidi di raggiungere standard elevati senza fornire loro gli strumenti per aggiornarsi? Fissare obiettivi ambiziosi senza prevedere percorsi formativi dedicati crea una contraddizione difficile da giustificare.
La proposta: una carta del dirigente scolastico
La soluzione indicata dall'ANP è chiara: istituire una Carta del dirigente scolastico sul modello della Carta del docente. Uno strumento che consenta ai presidi di scegliere autonomamente come aggiornarsi, in base alle proprie esigenze professionali reali.
Le spese che potrebbero essere coperte da questa misura includono:
acquisto di pubblicazioni specialistiche in ambito giuridico e pedagogico;
accesso a banche dati professionali e riviste di settore;
partecipazione a corsi di alta formazione manageriale e organizzativa.
Il messaggio politico dell'associazione è diretto: se la formazione continua è considerata un pilastro della qualità scolastica, deve riguardare tutti i professionisti che operano nella scuola. A partire da chi ne ha la responsabilità complessiva.