Carta del docente: Anief protesta contro la riduzione e propone la petizione per ripristinare il suo valore

Il sindacato richiede il ripristino dei 500 euro per la Carta del docente e l'estensione del bonus anche al personale ATA della scuola.

07 marzo 2026 14:00
Carta del docente: Anief protesta contro la riduzione e propone la petizione per ripristinare il suo valore -
Condividi

La decisione di ridurre l'importo della Carta del docente a 383 euro ha scatenato la dura reazione dell'Anief. Il sindacato sottolinea l'importanza cruciale della formazione docenti e richiede lo stanziamento di almeno 200 milioni di euro per garantire a tutto il comparto il pieno diritto all'aggiornamento professionale, evitando tagli ingiustificati.

Le ragioni della riduzione della carta del docente

La diminuzione del valore del bonus, che passa dai storici 500 euro a soli 383 euro annui, è legata all'allargamento della platea dei beneficiari. Da quest'anno, infatti, il contributo include anche i docenti precari con supplenza fino al 30 giugno. Tuttavia, questa espansione non è stata accompagnata da un incremento proporzionale dei fondi governativi, provocando una riduzione generalizzata della somma spettante a ogni singolo insegnante.

L'Anief contesta fermamente questa manovra, definendola un errore strategico che penalizza la categoria. Marcello Pacifico, presidente dell'associazione, ha ribadito che i diritti dei lavoratori non dovrebbero subire arretramenti, specialmente in un ambito fondamentale come la formazione docenti.

L'estensione del beneficio al personale ata e ai precari

Un punto centrale della mobilitazione riguarda l'esclusione di alcune categorie professionali dal supporto economico. Secondo il sindacato, è necessario reperire risorse per:

  • Includere il personale ATA, attualmente escluso da ogni forma di bonus per l'aggiornamento.

  • Garantire la Carta del docente anche ai precari con supplenze brevi.

  • Ripristinare la quota originaria di 500 euro per tutti i beneficiari.

Per dare forza a queste richieste, è stata lanciata una petizione pubblica online rivolta al Governo e al Parlamento. L'obiettivo è spingere le istituzioni a individuare i finanziamenti necessari nella prossima Legge di Bilancio per sanare quella che viene definita un'ingiustizia normativa.

La petizione

Link alla petizione Anief

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail