Carta del Docente, salta la scadenza fissata dal MiM: decreto a febbraio?
Il Ministero manca la scadenza del 30 gennaio. Incognita sull'importo del bonus e sui tempi di accredito per il personale scolastico.
Il mese di febbraio si apre con un nulla di fatto sul fronte Carta del docente. Disatteso l'impegno ministeriale per la pubblicazione del decreto entro il 30 gennaio. Docenti in attesa di conoscere l'eventuale taglio del bonus e le nuove tempistiche di accredito sul portafoglio virtuale.
Caos burocratico: saltata la scadenza per la Carta del docente
Negli uffici di Viale Trastevere il cronoprogramma ha subito una brusca frenata. L'attesa circolare attuativa, fondamentale per sbloccare l'erogazione del bonus formazione, non ha visto la luce entro la data limite del 30 gennaio. Con l'arrivo di domenica primo febbraio, si certifica ufficialmente lo slittamento delle procedure amministrative a data da destinarsi.
Il Decreto interministeriale rappresenta un passaggio tecnico imprescindibile: senza questo atto formale, che deve essere concertato con il Ministero dell'Economia, è impossibile definire le modalità operative per l'anno in corso. La mancata pubblicazione mette in discussione l'intera tabella di marcia che prevedeva la disponibilità delle somme entro la fine di febbraio. A differenza delle passate edizioni, in cui i fondi venivano resi disponibili a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico, l'attuale gestione sconta un ritardo strutturale dovuto alla necessità di ricalcolare la platea degli aventi diritto.
L'allargamento della platea e l'incognita sui 500 euro
Il nodo gordiano che sta bloccando il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) riguarda la sostenibilità finanziaria della misura. L'inclusione dei docenti precari con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto ha modificato sostanzialmente il bacino d'utenza, rendendo i calcoli previsionali molto più complessi rispetto al passato. Gennaio doveva servire proprio a quantificare con esattezza il numero dei beneficiari per suddividere lo stanziamento disponibile.
Le proiezioni attuali, tuttavia, delineano uno scenario economico preoccupante per il personale scolastico. I fondi stanziati potrebbero non essere sufficienti a garantire il valore nominale storico del sussidio. Secondo le stime delle principali sigle sindacali, si rischia una decurtazione dell'importo che potrebbe aggirarsi intorno al 20%. In termini pratici, il valore del voucher potrebbe scendere ben al di sotto dei canonici 500 euro, a meno che non vengano reperite risorse aggiuntive in extremis per compensare l'aumento dei richiedenti senza intaccare il "portafoglio" dei docenti di ruolo.
Prospettive e tempistiche: si naviga a vista
La situazione attuale impone una navigazione a vista. Sebbene la prossima settimana possa rivelarsi decisiva per la firma e la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, il ritardo accumulato rischia di far slittare l'effettivo accreditamento delle somme oltre il mese di febbraio.
Il meccanismo di assegnazione, quest'anno, non è automatico come in passato. Il sistema deve recepire i dati aggiornati dei contratti a tempo determinato e incrociarli con le risorse a bilancio. Fino a quando il decreto non chiarirà l'entità del taglio o l'eventuale rifinanziamento, la piattaforma rimarrà "congelata". Per i docenti, questo si traduce nell'impossibilità di pianificare acquisti di libri, hardware, software o corsi di aggiornamento, strumenti essenziali per la didattica che, solitamente, venivano acquisiti già nel primo quadrimestre.