Carta Docente, allarme Gilda: ritardi, mancanza di comunicazione e tagli

Il sindacato segnala l'incertezza sui tempi di attivazione e prevede una riduzione dell'importo a causa dell'estensione ai precari.

23 gennaio 2026 19:40
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Gilda degli Insegnanti, per voce di Vito Carlo Castellana, denuncia lo stallo sulla Carta Docente. L’estensione del beneficio ai precari senza un adeguamento dei fondi rischia di abbattere il valore del bonus, mentre mancano ancora certezze sulla riattivazione della piattaforma.

Il paradosso della Carta Docente: diritti ampliati e risorse invariate

La situazione attuale del bonus per l'aggiornamento professionale appare paradossale e complessa. Durante un intervento ai microfoni di Radio24, ospite della trasmissione Due di denari condotta da Debora Rosciani e Mauro Meazza, il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana, ha delineato un quadro preoccupante. Istituita nel 2016 nell'ambito della riforma "Buona Scuola", la misura prevedeva originariamente un contributo di 500 euro destinato esclusivamente al personale di ruolo. Tuttavia, il panorama giuridico è mutato radicalmente: grazie a una serie di ricorsi vinti dai sindacati — con la Gilda in prima linea per oltre diecimila sentenze favorevoli — la platea dei beneficiari è stata legittimamente estesa ai docenti precari.

Questa vittoria sul piano dei diritti ha però scoperchiato un problema di sostenibilità finanziaria. Nonostante l'aumento esponenziale degli aventi diritto, le risorse stanziate dal Ministero dell'Istruzione sono rimaste le medesime del 2016. Questo disallineamento ha generato un cortocircuito amministrativo: il dicastero non solo fatica a quantificare con esattezza la nuova massa di beneficiari, ma si trova nell'impossibilità tecnica di garantire l'importo originale a tutti senza un'iniezione di liquidità aggiuntiva.

L'ipotesi del taglio ai fondi e l'erosione inflazionistica

Le stime fornite dal coordinatore Castellana prospettano uno scenario di spending review forzata che penalizzerebbe l'intera categoria. L'amministrazione centrale, dovendo ripartire la stessa "torta" tra un numero decisamente superiore di commensali, potrebbe essere costretta a rivedere al ribasso il valore nominale del bonus. Le proiezioni attuali indicano una possibile decurtazione nell'ordine del 25% rispetto alla cifra storica.

A questo taglio nominale va sommata una perdita di valore reale ben più subdola, legata all'andamento macroeconomico dell'ultimo decennio. Dal momento della sua entrata in vigore, la Carta Docente non è mai stata indicizzata all'inflazione. Analizzando il potere d'acquisto odierno rispetto a dieci anni fa, per mantenere la stessa capacità di spesa, il bonus dovrebbe oggi aggirarsi tra i 600 e i 700 euro. Ci troviamo, di fatto, di fronte a una doppia svalutazione che colpisce un comparto già in sofferenza, dove spesso sono gli stessi insegnanti a dover sopperire con fondi propri all'acquisto di strumentazione tecnologica e materiale didattico essenziale per la lezione.

Alternative e proposte: dal PNRR alla deducibilità fiscale

Di fronte a quella che viene definita come "l'ennesima mancanza di investimento", la Gilda degli Insegnanti non si limita alla denuncia ma avanza proposte strutturali per uscire dall'impasse. Se la gestione della piattaforma e dei fondi risulta insostenibile, l'appello rivolto al Governo è di cambiare strategia. Castellana suggerisce di sfruttare i copiosi finanziamenti derivanti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per garantire dotazioni strumentali dirette, come l'affidamento in comodato d'uso di computer e dispositivi digitali a ogni singolo docente.

In alternativa, o in aggiunta, viene proposta la via fiscale: rendere completamente deducibili le spese sostenute per la formazione e l'aggiornamento. Questo permetterebbe di superare le rigidità del sistema a bonus e riconoscere, in sede di dichiarazione dei redditi, l'impegno economico che i docenti sostengono per garantire una didattica di qualità. La battaglia sindacale resta dunque aperta, con l'obiettivo di evitare che l'estensione di un diritto si trasformi, beffardamente, in una riduzione delle risorse pro capite.

Domande Frequenti (FAQ)

Quando verrà attivata la piattaforma per la Carta Docente quest'anno? Al momento non esiste una data ufficiale comunicata dal Ministero. I ritardi sono dovuti alla necessità di ricalcolare le risorse disponibili a fronte dell'ingresso dei docenti precari nella platea dei beneficiari.

L'importo del bonus rimarrà di 500 euro? Secondo le stime della Gilda degli Insegnanti, è probabile una riduzione dell'importo nominale, stimata intorno al 25%, se non verranno stanziati fondi aggiuntivi per coprire l'aumento dei beneficiari.

I docenti precari hanno diritto alla Carta Docente? Sì, a seguito di numerose sentenze e ricorsi, il diritto è stato esteso anche al personale precario. Tuttavia, le modalità operative di erogazione per questa categoria sono spesso soggette a tempistiche differenti rispetto al personale di ruolo.

Cosa si può acquistare con la Carta Docente? Il bonus è destinato all'aggiornamento professionale: libri, testi, pubblicazioni (anche in formato digitale), hardware, software, iscrizione a corsi di aggiornamento, master, ingressi a musei, cinema e teatri.

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