Carta del Docente 2025: la proposta di Gilda in previsione del taglio del 25%
Allarme riduzione fondi: il sindacato chiede deducibilità fiscale e PC in comodato d'uso per tutti per garantire il diritto alla formazione.
Gilda degli Insegnanti ha sollevato forti preoccupazioni sul futuro della Carta del Docente 2025. Le proiezioni indicano una possibile riduzione del 25% del sussidio. In risposta, il sindacato avanza proposte strutturali: deducibilità delle spese formative e dotazione tecnologica garantita.
Allarme Gilda su Carta del Docente 2025 e tagli previsti
Il panorama dell'aggiornamento professionale nel settore scolastico potrebbe subire una drastica ridefinizione nel prossimo biennio. Stando alle analisi diffuse dalla Gilda degli Insegnanti, si profila all'orizzonte una contrazione significativa delle risorse destinate al bonus per la formazione. L'ipotesi più accreditata, e temuta dalle parti sociali, riguarda un taglio netto che potrebbe attestarsi intorno al 25% dell'importo attuale. Se confermato, questo scenario vedrebbe il valore nominale del sussidio scendere ben al di sotto della soglia storica dei 500 euro, compromettendo il potere d'acquisto dei docenti in un momento storico in cui l'inflazione ha già eroso parte delle retribuzioni.
Non si tratta di una semplice revisione contabile, ma di un segnale politico che preoccupa la categoria. Ruggiero Valitutto, esponente di spicco della Gilda, ha evidenziato come la riduzione dei fondi rischi di depotenziare uno strumento che, pur con le sue criticità, ha permesso a migliaia di insegnanti di accedere a master universitari, acquisto di libri e strumentazione hardware. La preoccupazione principale risiede nel fatto che, senza un adeguamento o una stabilizzazione delle risorse nella Legge di Bilancio, l'aggiornamento professionale rischi di diventare un onere quasi esclusivamente a carico del lavoratore.
La proposta: PC in comodato e nuove agevolazioni fiscali
Di fronte a questo scenario recessivo, il sindacato non si limita alla protesta ma rilancia con una piattaforma propositiva che mira a cambiare la natura stessa del supporto alla formazione. La proposta cardine avanzata dalla Gilda prevede un cambio di paradigma: svincolare l'acquisto dei dispositivi elettronici dal bonus monetario. L'idea è quella di fornire un PC in comodato d'uso a ogni singolo insegnante, trattando il computer non come un bene di lusso o un extra, ma come uno strumento di lavoro essenziale che il datore di lavoro (lo Stato) ha il dovere di fornire, esattamente come avviene nella maggior parte delle aziende private e nella Pubblica Amministrazione.
Parallelamente, per compensare l'eventuale riduzione del valore della Carta del Docente 2025, viene richiesta la totale deducibilità fiscale delle spese sostenute per l'autoformazione. Questo meccanismo permetterebbe di scaricare dalle tasse i costi per corsi, conferenze e materiali didattici, trasformando la formazione da spesa "a fondo perduto" a investimento riconosciuto dal fisco. Tale approccio, secondo le tesi sindacali, offrirebbe una maggiore equità e incentiverebbe una formazione di qualità superiore, slegata dalle logiche di mercato che talvolta hanno caratterizzato l'uso del bonus negli anni passati.
Impatto sul sistema scolastico e aggiornamento professionale
Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che la tecnologia non è più un'opzione, ma l'infrastruttura su cui viaggia la didattica moderna, dal registro elettronico alla gestione dei materiali multimediali. La prospettiva di dover finanziare di tasca propria l'aggiornamento tecnologico, a fronte di stipendi che faticano ad allinearsi alla media europea, crea malcontento diffuso. La richiesta di un computer aziendale riflette una necessità operativa: il docente di oggi è un professionista che necessita di un ufficio mobile efficiente.
Se il Ministero dell'Istruzione e del Merito dovesse accogliere la proposta del comodato d'uso, si libererebbero risorse all'interno della Carta, che potrebbero tornare a essere utilizzate esclusivamente per la cultura e la pedagogia (libri, teatro, corsi specialistici). Al contrario, un taglio lineare senza contropartite rischierebbe di rallentare il processo di digitalizzazione della scuola italiana, creando un divario tra chi può permettersi strumenti performanti e chi no. La partita si gioca quindi non solo sulle cifre, ma sulla visione stessa del ruolo docente nei prossimi anni.
Domande Frequenti (FAQ)
A quanto ammonterà il taglio della Carta del Docente? Le stime attuali elaborate dalla Gilda prevedono una riduzione di circa il 25%, il che porterebbe l'importo disponibile a scendere sotto i 400 euro, rispetto ai 500 euro originari, a meno di interventi correttivi del Governo.
Cosa propone la Gilda in alternativa al taglio? Il sindacato propone di rendere le spese per la formazione totalmente deducibili fiscalmente e di garantire a ogni insegnante un computer in comodato d'uso gratuito, fornito direttamente dallo Stato come strumento di lavoro.
Chi potrà beneficiare del PC in comodato d'uso? Nella proposta sindacale, il dispositivo dovrebbe essere assegnato a tutti i docenti in servizio, indipendentemente dal ruolo o dall'anzianità, come dotazione standard per l'espletamento delle funzioni didattiche e amministrative.
Quando entreranno in vigore le nuove regole? Le eventuali modifiche riguarderebbero l'anno scolastico 2025/2026. Sarà necessario attendere i testi definitivi delle manovre finanziarie per capire se le proposte sindacali verranno accolte o se il taglio sarà confermato.