Carta Docente estesa a precari e educator, Valditarai: 'Piano da 670 milioni' [Video]

Il Ministro Valditara delinea il nuovo corso del bonus insegnanti: inclusi i supplenti annuali e fondi UE gestiti dalle scuole per hardware e libri.

06 febbraio 2026 09:00
Carta Docente estesa a precari e educator, Valditarai: 'Piano da 670 milioni' [Video] - Giuseppe Valditara, Ministro dell'Istruzione e del Merito
Giuseppe Valditara, Ministro dell'Istruzione e del Merito
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Assetto rinnovato per la Carta Docente: confermato l’ampliamento della platea ai supplenti al 30 giugno e al personale educativo. Il Ministro Valditara illustra l’impiego di 670 milioni complessivi e l'apertura verso nuove forme di welfare per i trasporti e la mobilità.

Nuovi beneficiari e fondi UE: come cambia la Carta Docente

Si ridisegna il perimetro del bonus destinato all'aggiornamento professionale, con una manovra che incrementa sostanzialmente le risorse a disposizione. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha confermato lo stanziamento totale di 670 milioni di euro, frutto di un’architettura finanziaria che somma ai 400 milioni strutturali annui ulteriori 270 milioni derivanti da fondi europei. Questa iniezione di liquidità risponde a una necessità precisa: ottemperare agli obblighi di legge ed estendere il beneficio a categorie precedentemente escluse.

Il Ministro Giuseppe Valditara ha chiarito che la misura coinvolgerà 253.868 nuovi utenti. Nello specifico, il diritto al sussidio viene riconosciuto ai docenti precari con contratto di supplenza fino al 30 giugno e al personale educativo. Una scelta che, come sottolineato dal titolare del dicastero, sana una vulnus normativo: dal 2021 diverse sentenze avevano condannato lo Stato per la mancata erogazione del bonus al personale non di ruolo. L'attuale esecutivo ha quindi accelerato le procedure per chiudere il contenzioso e garantire parità di trattamento, subordinando i tempi di erogazione (slittati a gennaio) proprio alla necessità tecnica di consolidare i dati di questa nuova, vasta platea di beneficiari.

Gestione degli acquisti e ruolo delle scuole nel nuovo modello

L'analisi dei flussi di spesa dell'ultimo quadriennio ha evidenziato come le risorse della Carta Docente – pari a oltre 1,3 miliardi spesi – siano state assorbite per il 60,5% dall'acquisto di hardware e software, lasciando al libri il 28% e alla formazione pura solo il 6%. Sulla base di questi dati, il Ministero ha introdotto un cambio di paradigma gestionale, in particolare per la quota coperta dai finanziamenti comunitari.

Non si tratterà più esclusivamente di un trasferimento diretto al docente: le istituzioni scolastiche assumeranno un ruolo centrale. Saranno infatti le scuole a ricevere e gestire i 270 milioni di fondi UE, occupandosi direttamente dell'acquisto di beni strumentali come tablet, computer e libri, per poi assegnarli ai professori in comodato d'uso. Questo meccanismo implica un carico amministrativo aggiuntivo per le segreterie, motivo per cui Valditara ha assicurato specifici compensi accessori per il personale incaricato di gestire le procedure. Resta ferma la possibilità per l'insegnante di utilizzare il bonus per corsi di aggiornamento e formazione linguistica, ma il canale di approvvigionamento per l'hardware passerà attraverso l'amministrazione scolastica.

Prospettive di Welfare: dai trasporti all'estensione per gli ATA

La visione a lungo termine delineata da Viale Trastevere trasforma il sussidio da semplice strumento di aggiornamento a vera e propria leva di welfare aziendale. Una delle novità più rilevanti riguarda l'ammissibilità delle spese per i trasporti, inclusi gli abbonamenti ai mezzi pubblici, rispondendo così alle esigenze dei tanti docenti pendolari che si spostano quotidianamente per raggiungere la sede di servizio.

Il progetto del Ministro è ambizioso e punta a separare progressivamente i costi della formazione stricto sensu – sempre più legati a progettualità europee gestite dai singoli istituti – dalle spese di natura assistenziale. In quest'ottica si inserisce l'obiettivo futuro di includere tra i beneficiari anche il personale ATA, storicamente escluso da questa misura. Il piano si integra con altre tutele recentemente introdotte, come l'assicurazione sanitaria e la copertura INAIL per gli infortuni in itinere, delineando un percorso che dovrà passare attraverso un confronto serrato con le sigle sindacali.

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