Caso Chioggia, il Ministero smentisce: nessuna canzone fascista a scuola

Una nota ufficiale del MIM chiarisce la polemica all'Istituto di Sottomarina: il brano eseguito aveva solo finalità commemorative per le Foibe.

14 febbraio 2026 17:30
Caso Chioggia, il Ministero smentisce: nessuna canzone fascista a scuola - Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara
Condividi

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definitivamente chiuso il caso sollevato presso l'Istituto comprensivo Sottomarina Nord, negando l'esecuzione di brani politici. La verifica interna ha escluso intenti ideologici: l'iniziativa mirava esclusivamente a onorare il Giorno del Ricordo e le vittime delle Foibe.

La ricostruzione del Ministero sul caso Chioggia e il Giorno del Ricordo

Viale Trastevere è intervenuto con decisione per sedare le polemiche divampate nelle ultime ore riguardo alle celebrazioni del 10 febbraio in un plesso scolastico veneto. Al centro della tempesta mediatica, alimentata da diverse segnalazioni politiche e articoli di stampa, vi era la presunta esecuzione di una "canzone fascista" da parte degli alunni. Tuttavia, dopo un'attenta interlocuzione e verifica con la dirigenza dell’istituto scolastico, il dicastero ha smentito categoricamente tale narrazione. Nella nota diffusa, si specifica che non vi è stata alcuna volontà di politicizzare l'evento scolastico, rigettando le accuse di propaganda tra i banchi. L'obiettivo, stando alla versione ufficiale, è rimasto confinato nel perimetro istituzionale della commemorazione storica, scevra da richiami a ideologie totalitarie del passato.

Il brano della discordia: "Di là dall’acqua" e la memoria degli esuli

Il fulcro della contestazione riguarda la scelta del brano Di là dall’acqua, una traccia musicale attribuita alla Compagnia dell’Anello, storico gruppo di musica alternativa spesso associato agli ambienti della destra neofascista. Nonostante la paternità artistica del pezzo abbia sollevato dubbi sull'opportunità didattica, il Ministero ha precisato che la selezione è avvenuta "nell’esclusivo intendimento di commemorare il Giorno del Ricordo". Chi scrive di cronaca scolastica sa quanto possa essere scivoloso il terreno della memoria condivisa: in questo frangente, l'amministrazione centrale ha voluto sottolineare che il testo in questione racconta il dolore dell'abbandono della propria terra, legandosi tematicamente al dramma dell'esodo giuliano-dalmata. La polemica nasce dunque dalla sovrapposizione tra l'origine del gruppo musicale e il contenuto specifico della canzone, che nelle intenzioni dei docenti doveva fungere da veicolo emotivo per comprendere la tragedia delle popolazioni italiane dell'Istria e della Dalmazia.

L'importanza della memoria collettiva nelle scuole italiane

Al di là del singolo episodio di Chioggia, la vicenda riaccende i riflettori sulla gestione delle ricorrenze civili all'interno delle aule. La nota ministeriale non si limita alla smentita, ma ribadisce con forza la necessità pedagogica di celebrare il 10 febbraio. Questa data, istituita con una specifica legge dello Stato, ha lo scopo di conservare la memoria di una delle pagine più buie del Novecento italiano. Il dramma vissuto dagli esuli e le violenze delle foibe devono diventare, secondo le parole del Ministero, "memoria collettiva" per le nuove generazioni. La scuola, in questo contesto, mantiene il ruolo cruciale di trasformare la conoscenza storica in coscienza civile, evitando che le commemorazioni diventino terreno di scontro politico, ma restino un momento di riflessione unitaria sul dolore che ha colpito migliaia di connazionali nel secondo dopoguerra.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail