Caso Famiglia nel bosco, lo psichiatra: 'Rischi psichiatrici per i bimbi allontanati'

Lo psichiatra Tonino Cantelmi avverte sui pericoli del distacco prolungato per i figli della Famiglia nel bosco: urge una rapida riunificazione.

15 febbraio 2026 13:30
Caso Famiglia nel bosco, lo psichiatra: 'Rischi psichiatrici per i bimbi allontanati' -
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La vicenda della Famiglia nel bosco continua a sollevare forti preoccupazioni. Lo psichiatra Tonino Cantelmi lancia un monito sulla salute mentale dei tre minori, attualmente in casa famiglia, sottolineando come il ritorno dai genitori sia vitale per scongiurare traumi psichiatrici.

Il monito di Tonino Cantelmi sulla salute dei minori

Il delicato equilibrio psicologico della cosiddetta "famiglia nel bosco" è oggi al centro di un dibattito che travalica i confini giudiziari per approdare a quelli clinici. Secondo il Professor Tonino Cantelmi, consulente della difesa e docente presso l'Università Gregoriana, la permanenza prolungata dei tre bambini – una bimba di otto anni e due gemelli di sei – lontano dal nucleo originario rappresenta una minaccia concreta per il loro sviluppo. Il protrarsi dell'allontanamento da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion potrebbe innescare disturbi psichiatrici complessi, alimentati da un senso di colpa e da una progressiva perdita di fiducia nelle figure di riferimento e nelle istituzioni. La sofferenza dei piccoli, riferisce l'esperto, non è solo una supposizione, ma un dato avvalorato dalle analisi dell'équipe di Neuropsichiatria Infantile dell'Asl di Vasto, che ha registrato un disagio profondo e tangibile.

Le criticità della permanenza in casa famiglia

Uno dei nodi cruciali della vicenda riguarda l'ambiente in cui i minori sono attualmente inseriti. Sebbene la decisione iniziale dei giudici fosse motivata da una presunta carenza di socializzazione, la realtà della casa famiglia non sembra offrire i benefici sperati. In queste strutture, i bambini si trovano a convivere con adolescenti problematici e adulti estranei, un contesto che, secondo Cantelmi, non può sostituire il calore e la sicurezza del legame biologico. Il rischio è che il trauma del distacco si cristallizzi, trasformandosi in una ferita indelebile. Lo psichiatra evidenzia come il tempo sia un fattore determinante: ogni giorno trascorso lontano dai genitori aggrava il quadro clinico, rendendo la riunificazione familiare non solo un obiettivo legale, ma una vera e propria urgenza terapeutica per garantire il benessere dei minori.

Verso la riunificazione della Famiglia nel bosco

La strategia della difesa, supportata dalle valutazioni tecniche, punta in modo univoco verso il reintegro dei bambini nel nucleo familiare. Nonostante la disponibilità di figure parentali alternative, come la nonna e la zia giunte appositamente dall'estero, la consulenza specialistica ribadisce che l'unica soluzione realmente efficace sia il ritorno dai genitori. Tuttavia, il percorso appare ostacolato da una comunicazione farraginosa con i servizi sociali. Cantelmi esprime stupore dinanzi alla rigidità di certi protocolli che, a suo dire, continuano a certificare un fallimento relazionale anziché lavorare attivamente per colmare le distanze. La sfida attuale consiste nel trasformare l'approccio degli operatori, affinché il focus si sposti dalla sorveglianza alla ricostruzione di un legame che resta, per i tre piccoli della famiglia nel bosco, l'unico ancoraggio sicuro contro il declino psichico.

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