Cattedre orario esterne: guida alla nuova gestione delle nomine scolastiche

L’aggregazione immediata degli spezzoni in cattedre orario esterne garantirà stipendi pieni e continuità ai docenti precari.

15 febbraio 2026 16:00
Cattedre orario esterne: guida alla nuova gestione delle nomine scolastiche - CoE Cattedre Orario Esterne
CoE Cattedre Orario Esterne
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Il sistema scolastico si appresta a varare una riforma cruciale nella gestione delle supplenze. Grazie alla costituzione immediata di cattedre orario esterne, gli uffici territoriali potranno unire gli spezzoni, assicurando retribuzioni complete fin dalla prima nomina ed evitando la frammentazione degli incarichi.

La gestione anticipata delle cattedre orario esterne e degli spezzoni

Il meccanismo di reclutamento dei docenti precari sta per subire una revisione tecnica sostanziale, mirata a risolvere l'annoso problema della parcellizzazione delle ore. Fino ad oggi, la gestione degli spezzoni — ovvero quelle porzioni di orario inferiori alle 18 ore settimanali nella scuola secondaria o alle 24/25 nella primaria e infanzia — veniva spesso demandata a una fase successiva alle nomine principali, costringendo i docenti a una complessa ricerca di "completamento". Con la nuova Ordinanza Ministeriale, attesa a breve, si conferisce agli Uffici Scolastici Territoriali il potere di agire ex ante.

L'obiettivo è l'assemblaggio preventivo delle ore residue disponibili in organico di fatto. In termini pratici, l'amministrazione non si limiterà a offrire il singolo spezzone, ma opererà un accorpamento tra scuole diverse (generalmente fino a un massimo di tre comuni limitrofi o scuole raggiungibili in tempi congrui) per formare vere e proprie cattedre orario esterne (COE). Questa operazione di ingegneria gestionale avviene prima che l'algoritmo o le convocazioni entrino nel vivo, trasformando una somma disordinata di ore in una cattedra giuridicamente ed economicamente unitaria.

Vantaggi retributivi e stabilità contrattuale per i supplenti

La ricaduta diretta di questa riorganizzazione investe la sfera economica e previdenziale del personale scolastico. Ottenere una supplenza su una cattedra orario esterna già costituita significa firmare un contratto per l'intero monte ore (cattedra completa) fin dal primo giorno di servizio. Questo elimina il limbo in cui versavano migliaia di precari, spesso costretti ad accettare uno spezzone di poche ore in attesa di un'ipotetica seconda convocazione per raggiungere uno stipendio dignitoso.

Sotto il profilo della continuità didattica e della stabilità, il cambiamento è netto. Il docente non dovrà più preoccuparsi di incastrare orari tra segreterie scolastiche non comunicanti tra loro. La retribuzione piena, il punteggio intero nelle graduatorie e la copertura contributiva totale saranno garantiti immediatamente. Inoltre, questa modalità riduce drasticamente il fenomeno delle rinunce: molti insegnanti, infatti, in passato rifiutavano incarichi parziali per timore di non riuscire a completare l'orario, lasciando scoperte numerose classi. Offrendo "pacchetti" completi, il Ministero dell'Istruzione e del Merito punta a rendere ogni nomina appetibile e sostenibile.

Tempistiche e impatto sulla nuova ordinanza GPS

L'ufficializzazione di queste procedure è legata alla pubblicazione imminente del testo normativo che regolerà l'aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per il prossimo biennio. Le indiscrezioni confermano che la finestra temporale per la presentazione delle istanze dovrebbe aprirsi verso la fine di febbraio, momento in cui si conosceranno nel dettaglio anche le scadenze per la scelta delle 150 preferenze.

L'efficienza di questo nuovo modello dipenderà dalla capacità degli Ambiti Territoriali di mappare velocemente le disponibilità. Se applicato correttamente, il sistema permetterà di coprire i posti vacanti con maggiore celerità, garantendo agli studenti la presenza dei docenti in classe sin dall'avvio delle lezioni e riducendo il ricorso alle convocazioni da Graduatorie d'Istituto per i posti che, in passato, rimanevano frammentati e privi di titolare. Si attende ora solo il decreto definitivo per analizzare le specifiche tecniche relative ai criteri di viciniorietà tra i comuni coinvolti nelle COE.

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