Come cambia il bonus mamme lavoratrici 2026: requisiti, importi e novità dell'aumento INPS
Il sostegno economico per i nuclei familiari cresce quest'anno. Ecco come richiedere il bonus mamme lavoratrici 2026 e quali sono i nuovi limiti ISEE.
Il bonus mamme lavoratrici 2026 si rinnova con un incremento dell'importo mensile erogato dall'INPS. Questa misura esentasse punta a sostenere il reddito familiare delle lavoratrici con figli a carico.
Chi può accedere alla misura
Il contributo economico si rivolge alle donne con un rapporto di lavoro attivo, a tempo determinato o indeterminato, comprese le libere professioniste e le lavoratrici autonome. Per ottenere il beneficio è richiesto il possesso di almeno due figli, con scadenza al compimento del decimo anno del più piccolo. Per i nuclei con tre o più figli la misura si applica a prescindere dall'età del minore, ampliando la platea del sostegno economico.
Le novità sul valore del bonus mamme lavoratrici 2026
La novità principale riguarda l'aumento del contributo mensile da 40 a 60 euro. Per ottenere il bonus mamme lavoratrici 2026, il nucleo familiare deve possedere un ISEE aggiornato non superiore a 40.000 euro annui, verificato tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Un'attestazione non valida può comportare il mancato riconoscimento della misura o il calcolo di una cifra ridotta da parte dell'istituto.
Modalità di presentazione della domanda
La domanda si inoltra telematicamente all'ente previdenziale. Le modalità per l'invio includono:
Accesso ai servizi telematici del portale tramite le credenziali digitali SPID, CIE o CNS.
Assistenza gratuita presso un patronato autorizzato o un centro di assistenza fiscale (CAF).
La richiesta prevede l'inserimento dei dati professionali e della composizione familiare. Una volta accettata, l'erogazione avviene senza necessità di rinnovo annuo.
Tempistiche di pagamento e controlli
L'accredito segue le tempistiche ordinarie del calendario dei pagamenti dell'istituto, in coincidenza con lo stipendio o secondo i versamenti per le autonome. Le prime richieste possono subire lievi ritardi, salvaguardando il conguaglio degli arretrati maturati. Per verificare lo stato della pratica è possibile consultare l'area riservata o telefonare al Contact Center per segnalare eventuali anomalie.
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