Condizionatori nelle scuole, Montanari (ANP): 'Necessario un piano per l’Emilia-Romagna per il prossimo giugno'
Condizionatori nelle scuole: il 9,5% degli istituti dell’Emilia-Romagna è climatizzato mentre il caldo anticipa gli esami.
Il caldo mette in difficoltà studenti, docenti e commissioni. In Emilia-Romagna solo il 9,5% degli istituti risulta “climatizzata”, poco oltre la media italiana del 7,2% e lontano dal 30% delle Marche. Il tema dei condizionatori nelle scuole torna così centrale durante la maturità, tra proteste contro le “scuole forno” e la necessità di rendere le aule più sicure e vivibili.
Il caldo non può aspettare il prossimo giugno
Per Lamberto Montanari, presidente regionale Anp, servono programmazione, aule idonee e interventi concreti. «Scuole inadeguate con questo caldo, solo il 9,5% ha i condizionatori. I dirigenti scolastici si facciano sentire». «Bisogna pensare già ora al prossimo anno, inutile parlare del presente». «Il problema del caldo è un problema vero. Pochissime scuole hanno impianti adatti a rendere confortevole il clima durante le sedute degli esami orali. La polemica è sacrosanta ma un po’ all’italiana. Non è un problema che può essere risolto in pochi giorni. Utile parlarne ma ad una condizione. Mettersi al lavoro ora per arrivare pronti il prossimo anno».
Fondi, installazione e strutture: i nodi aperti
I condizionatori nelle scuole richiedono risorse, manodopera e verifiche sugli edifici. Montanari individua tre criticità: «Tre sono i problemi principali. Alcuni presidi hanno speso molti soldi prendendo un impianto in affitto. Ma è una soluzione temporanea. Meglio acquistare coi fondi pubblici, ma bisogna saperli intercettare». «C’è un altro problema, l’installazione. La manodopera ha un costo di qualche migliaio di euro. Non sono cifre da urlo possono essere sempre arginate con i fondi. Infine la terza criticità riguarda le strutture». «I condizionatori non possono essere installati a caso. Gli edifici devono rispettare certi parametri, rientrando nella valutazione termica apposita. A volte dunque è necessario intervenire a monte direttamente sull’edificio. Questo è il caso più complicato».
Fondi pubblici, bandi e donazioni da intercettare;
Installazioni, tecnici e costi da pianificare;
Strutture, parametri e valutazioni termiche da verificare.
Condizionatori nelle scuole, il piano per agire ora
Il caldo nelle scuole dell'Emilia-Romagna parte già in primavera. La priorità è predisporre alcune aule per gli esami e ampliare la climatizzazione nel tempo. «Per i finanziamenti oltre a sapere intercettare i fondi si potrebbero coinvolgere i genitori in una raccolta fondi. Almeno per garantire qualche aula da impiegare durante gli esami. La situazione climatica è cambiata. Non ci si è mai posti il problema del caldo perché arrivava tardi. Ora è un dato che inizia ad aprile quindi in generale sarebbe opportuno invertire la rotta. Anche perché non a caso nei locali degli istituti che lavorano anche in estate come le segreterie gli impianti ci sono. Lo stesso ragionamento va fatto per le aule.
C’è un’urgenza imminente». «Parlare e pianificare già da oggi. In questo modo queste polemiche avranno gli effetti sperati. Invito i colleghi a farsi sentire già ora con le province. L’obiettivo primario è intercettare i fondi per poi passare anche a raccolte e donazioni di privati: è già capitato che un privato doni un condizionatore a una scuola in cambio di detrazioni fiscali».
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