Congedo straordinario e caregiver: il nodo della mobilità scolastica negata

Il congedo straordinario resta centrale per chi assiste familiari fragili, ma la scuola deve evitare che il caregiver scelga tra lavoro e cura.

18 giugno 2026 12:00
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Il congedo straordinario per l’assistenza a un familiare con disabilità grave non può diventare uno strumento usato per fini estranei alla cura. La recente sentenza della Cassazione n. 5447/2026 rafforza questo principio e tutela chi usa davvero questo diritto. Resta però aperto un nodo delicato: molti caregiver, soprattutto nella scuola, vivono lontano dalla famiglia e non riescono a ottenere il trasferimento.

Congedo straordinario e mobilità scolastica

Il tema riguarda molti docenti che assistono un genitore riconosciuto in situazione di disabilità grave ai sensi della legge 104/1992. Il problema diventa più pesante quando l’altro genitore è molto anziano e non può sostenere da solo il carico della cura quotidiana. In questi casi il lavoratore può trovarsi a oltre mille chilometri da casa, pur avendo presentato più domande di trasferimento. La mancanza di posti nella provincia richiesta blocca la mobilità scolastica e crea un paradosso: lo Stato riconosce il diritto all’assistenza, ma non sempre permette al caregiver di vivere dove quella presenza è davvero necessaria.

Assistenza familiare e presenza sul territorio

L’assistenza familiare non significa solo stare accanto al genitore per molte ore al giorno. Vuol dire gestire visite, terapie, farmaci, pratiche sanitarie e decisioni urgenti. Per questo il concetto di "nesso causale" tra congedo e assistenza non può essere letto solo contando il tempo trascorso in casa. Deve tener conto della realtà concreta, della distanza e della fragilità del nucleo familiare. Le attività più frequenti sono:

  • Accompagnare il familiare a visite specialistiche e controlli sanitari;

  • Parlare con medici, servizi sociali e strutture territoriali;

  • Organizzare terapie, farmaci, sicurezza domestica ed emergenze.

Una tutela reale per i caregiver familiari

Il congedo straordinario non va confuso con un abuso quando diventa l’unico mezzo per garantire una presenza territoriale stabile. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede un confronto tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero del Lavoro e Parlamento. L’obiettivo è dare ai caregiver familiari una tutela effettiva nelle procedure di mobilità. Senza interventi chiari, il peso di una carenza organizzativa ricade sul lavoratore, costretto a scegliere tra lavoro, famiglia e dovere morale di cura.

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