Consenso informato a scuola: cosa prevede la nuova legge approvata in Senato
Consenso informato dei genitori obbligatorio per l'educazione sessuale alle scuole medie e superiori: ecco cosa cambia
Il consenso informato è diventato legge. Il Senato ha approvato il testo con 78 voti a favore e 38 contrari. La Camera aveva già detto sì a dicembre. La nuova norma tocca l'educazione sessuale nelle scuole medie e superiori. Da ora serve il via libera dei genitori prima di alcune attività in classe.
Consenso informato: cosa cambia a scuola
La legge introduce una regola chiara. Per parlare di sessualità alle medie e alle superiori serve l'autorizzazione preventiva delle famiglie. Se lo studente è maggiorenne, decide da solo. Il consenso va raccolto dopo aver mostrato i materiali didattici agli aventi diritto. Restano fuori l'infanzia e le elementari. Qui valgono solo le indicazioni nazionali, che toccano temi di base come anatomia e differenze biologiche.
Le parole del ministro Valditara
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara difende la riforma. Spiega che i bambini vanno tutelati dalla confusione e che i genitori tornano protagonisti sulle scelte educative dei figli minorenni. Poi respinge le critiche arrivate in questi mesi. «Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva», ha chiarito. Per lui l'educazione al rispetto e alle relazioni diventa per la prima volta obbligatoria in tutti i gradi di scuola.
Educazione sessuale e affettiva: i punti chiave
L'educazione sessuale in senso biologico non sparisce. Continua nei programmi di scienze, dalle elementari fino alle superiori. Arriva poi una novità per le medie: si parlerà della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, un tema prima assente nelle indicazioni nazionali. L'educazione al rispetto e all'empatia resta invece dentro l'educazione civica. Vale per tutti gli studenti, senza bisogno del consenso delle famiglie.
Il ruolo di docenti e genitori
Il testo è composto da tre articoli. Ecco i punti principali:
l'articolo 1 obbliga le scuole a chiedere il consenso preventivo a genitori o studenti maggiorenni;
l'articolo 2 ammette gli esperti esterni solo dopo il via libera del collegio docenti e del consiglio d'istituto;
l'articolo 3 stabilisce che la norma non deve creare nuovi costi per lo Stato.
La scelta degli esperti dovrà basarsi su titoli, esperienza e finalità educative.
Le critiche delle opposizioni
Le opposizioni bocciano il provvedimento. Per la senatrice M5S Vincenza Aloisio la legge guarda alle procedure e non alle persone, mentre servirebbero ascolto e prevenzione. Il timore è trasformare le famiglie in arbitri dei contenuti scolastici e creare differenze tra studenti della stessa classe. Italia Viva parla di testo anacronistico e antiscientifico. Per Avs è una misura ipocrita. Il Pd accusa la maggioranza di assumersi una grave responsabilità.