Consenso informato a scuola: Save the Children teme nuovi divari educativi

Il consenso informato per l’educazione affettiva e sessuale riapre il dibattito sul rapporto tra scuola, famiglie e diritti degli studenti.

05 giugno 2026 13:00
Consenso informato a scuola: Save the Children teme nuovi divari educativi  -
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Il via libera definitivo del Senato all’obbligo di autorizzazione preventiva dei genitori per le attività di educazione affettiva e sessuale a scuola continua a suscitare forti reazioni. Save the Children esprime preoccupazione, sottolineando che il consenso informato obbligatorio potrebbe ridurre l’accesso a percorsi formativi importanti, soprattutto per ragazze e ragazzi che vivono in contesti più fragili. Il rischio, secondo l’organizzazione, è trasformare un’occasione di crescita, dialogo e prevenzione in un’opportunità non garantita a tutti.

Consenso informato e alleanza educativa

Secondo Save the Children, il nuovo obbligo di consenso informato preventivo può indebolire l’alleanza educativa tra scuola e famiglia. Giorgia D’Errico, direttrice delle relazioni istituzionali dell’organizzazione, ha evidenziato come informare i genitori sia fondamentale per favorire un confronto positivo, ma ha anche avvertito che un vincolo generalizzato rischia di produrre l’effetto opposto. La scuola dovrebbe restare un luogo di inclusione, partecipazione e fiducia, dove famiglie e insegnanti collaborano senza creare barriere all’accesso alla formazione. Rendere facoltativi percorsi così delicati potrebbe infatti limitare proprio gli studenti che hanno maggiore bisogno di strumenti chiari, affidabili e adatti alla loro età.

Educazione affettiva e sessuale come presidio di equità

L’educazione affettiva e sessuale non riguarda solo informazioni biologiche, ma anche rispetto, relazioni e consapevolezza dei propri diritti. Per Save the Children, la scuola pubblica ha il compito di garantire pari opportunità formative a tutte le studentesse e a tutti gli studenti, indipendentemente dal contesto familiare o culturale di provenienza. Subordinare questi percorsi al permesso preventivo dei genitori potrebbe aumentare le disuguaglianze, perché non tutti i giovani hanno le stesse possibilità di confronto in famiglia. In questo senso, la scuola rappresenta uno spazio sicuro dove affrontare temi complessi con linguaggio adeguato, competenze professionali e attenzione alla crescita personale.

I rischi per studenti e studentesse

La principale preoccupazione riguarda la possibilità che il consenso informato diventi un filtro capace di escludere una parte degli alunni da attività educative strutturate. Questo scenario potrebbe ridurre la libertà di iniziativa dei giovani e limitare il loro accesso a conoscenze utili per prevenire comportamenti rischiosi, stereotipi e forme di violenza. Percorsi ben progettati aiutano a sviluppare responsabilità, autonomia e capacità di riconoscere relazioni sane. Per questo Save the Children invita a tutelare il dialogo con le famiglie senza compromettere il diritto degli studenti a ricevere informazioni corrette e strumenti educativi comuni.

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