Consenso informato nelle scuole: le critiche della FLC CGIL al nuovo provvedimento voluto dal governo

Il consenso informato per le attività di educazione affettiva riapre il dibattito su scuola, famiglie e libertà di insegnamento.

05 giugno 2026 19:00
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Il via libera del Senato al ddl Valditara sul consenso informato introduce nuove regole per le attività scolastiche ed extracurricolari legate all’educazione sessuo-affettiva nella scuola secondaria. Secondo CGIL, FLC CGIL e mondo della conoscenza, il provvedimento rischia di ridurre lo spazio educativo della scuola, limitando il diritto degli studenti a ricevere strumenti corretti per comprendere relazioni, rispetto, emozioni e consapevolezza del proprio corpo.

Consenso informato e ruolo della scuola

Il provvedimento prevede che le famiglie siano informate in anticipo sui contenuti delle attività riguardanti l’educazione affettiva e sessuale, subordinando la partecipazione degli studenti al consenso dei genitori. Per CGIL e FLC CGIL, questa impostazione rappresenta una forma di controllo sulla funzione pedagogica della scuola, chiamata invece a garantire un percorso laico, pluralista e fondato su competenze educative. La critica riguarda soprattutto il rischio di trasformare temi delicati, come affettività e relazioni, in argomenti da autorizzare caso per caso, indebolendo il ruolo formativo degli insegnanti e dell’istituzione scolastica.

Autonomia scolastica e libertà di insegnamento

Secondo i sindacati, il ddl incide direttamente sull’autonomia scolastica e sulla libertà di insegnamento, due principi considerati essenziali per una scuola capace di rispondere ai bisogni reali degli studenti. Il divieto assoluto nelle scuole dell’infanzia e primaria viene letto come una scelta regressiva, perché impedirebbe di affrontare in modo adeguato temi come rispetto, relazioni e prevenzione. L’educazione all’affettività, se proposta con linguaggio adatto all’età, non coincide con contenuti ideologici, ma con un percorso di crescita che aiuta bambini e ragazzi a riconoscere emozioni, confini personali e comportamenti corretti.

Diritti delle nuove generazioni e informazione corretta

La preoccupazione espressa da CGIL e FLC CGIL riguarda anche il diritto delle nuove generazioni a un’informazione seria e responsabile. Escludere la scuola da questi temi può lasciare spazio a fonti meno affidabili, come rete, social e siti pornografici, spesso privi di riferimenti al consenso, alla dignità e alla dimensione emotiva delle relazioni. Per i sindacati, una scuola pubblica dovrebbe invece offrire strumenti critici, scientifici e inclusivi, aiutando gli studenti a distinguere informazioni corrette da messaggi distorti. Il punto centrale non è sostituire le famiglie, ma costruire un’alleanza educativa fondata su conoscenza, responsabilità e tutela.

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