Contratti pubblici 2025-2027: il ministro Zangrillo punta alla chiusura entro l’estate
Il ministro rilancia sui contratti pubblici 2025-2027 e sull’uso dell’IA nella PA: più efficienza, assunzioni e responsabilità umana.
I contratti pubblici 2025-2027 potrebbero chiudersi con tempi molto più rapidi rispetto al passato. Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto al Festival dell’Economia di Trento, ha indicato l’obiettivo di completare la tornata contrattuale entro il 2026, con l’auspicio di arrivare a un accordo già entro l’estate. Al centro del confronto ci sono rinnovi, sanità ed enti locali, ma anche il ruolo dell’intelligenza artificiale nella modernizzazione della macchina pubblica.
Contratti pubblici 2025-2027, tempi più rapidi per i rinnovi
Zangrillo ha parlato di una possibile svolta nella gestione dei contratti pubblici 2025-2027, spiegando che il governo vuole chiudere la nuova tornata nel primo anno di riferimento. Sarebbe un risultato inedito per la contrattazione collettiva del pubblico impiego, spesso segnata da ritardi e lunghe trattative. Il ministro ha indicato come obiettivo formale la chiusura entro il 2026, ma ha anche espresso una prospettiva più ambiziosa: arrivare alla firma nel giro di due o tre mesi. A favorire questo scenario sarebbe un clima più collaborativo con i sindacati, in particolare nei comparti della sanità e degli enti locali.
Il ruolo dei sindacati nella nuova fase
Secondo il ministro, il confronto con le organizzazioni sindacali è partito con segnali positivi. Cgil e Uil, che nella precedente tornata avevano mantenuto una posizione più critica, avrebbero mostrato maggiore disponibilità al dialogo. Questo atteggiamento viene considerato un elemento utile per accelerare i rinnovi contrattuali e dare risposte più rapide ai lavoratori della Pubblica amministrazione. La sfida resta complessa, perché riguarda comparti centrali per i servizi ai cittadini, ma l’obiettivo politico è chiaro: ridurre i tempi, evitare accumuli di arretrati e rendere la PA più stabile, attrattiva ed efficiente.
IA nella Pubblica amministrazione, efficienza senza sostituire l’uomo
Sul fronte dell’innovazione, Zangrillo ha sottolineato che l’IA nella Pubblica amministrazione può migliorare la qualità dei servizi, rendere più veloci le procedure e aiutare uffici e dirigenti nella gestione delle attività. La tecnologia, però, non deve sostituire la responsabilità umana. Per questo il governo punta sulla formazione digitale e su strumenti già avviati, come Minerva, pensato per supportare la pianificazione del capitale umano, e Norma AI, orientato a semplificare l’accesso alla normativa. L’intelligenza artificiale viene quindi presentata come un supporto operativo, non come una delega cieca delle decisioni pubbliche.
Reclutamento pubblico, turnover e nuove assunzioni
Il tema delle assunzioni resta centrale. Zangrillo ha ricordato che il portale inPA è oggi il principale canale di accesso alla Pubblica amministrazione, con oltre 3,1 milioni di utenti registrati, di cui 1,3 milioni under 35. Negli ultimi tre anni sarebbero state assunte circa 640mila persone, contribuendo ad abbassare l’età media dei dipendenti pubblici da 51 a 48 anni. Lo sforzo dovrà continuare: entro il 2032 circa un milione di lavoratori pubblici maturerà i requisiti per la pensione. Per il 2026 sono previste tra 200mila e 250mila assunzioni, soprattutto in sanità ed enti locali.