Contributi INPS, dal 17 giugno cambiano interessi di dilazione e sanzioni civili [Circolare]

Con la circolare n. 64 si aggiornano i tassi su dilazioni e sanzioni dei contributi INPS, validi dal 17 giugno 2026 dopo il rialzo BCE.

22 giugno 2026 13:00
Contributi INPS, dal 17 giugno cambiano interessi di dilazione e sanzioni civili [Circolare] - INPS
INPS
Condividi

L'INPS ha rivisto i tassi che pesano sui contributi INPS versati in ritardo. Con la circolare n. 64 del 16 giugno 2026 cambiano gli interessi su dilazioni e differimenti e le sanzioni civili. Le nuove misure scattano dal 17 giugno 2026 e seguono l'aumento di 25 punti base deciso dalla Banca Centrale Europea.

Cosa cambia per i contributi INPS dal 17 giugno

La novità ruota attorno a un aumento dei tassi deciso a monte dalla Banca Centrale Europea. La BCE ha alzato di 25 punti base il costo del denaro, portando il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%. Da quel valore l'Istituto ricava interessi e sanzioni applicati ai contributi non pagati nei tempi giusti. La variazione vale per le richieste presentate dal 17 giugno 2026 in poi, mentre quanto già definito prima resta ancorato ai vecchi parametri.

Dilazioni e differimenti dei pagamenti

Chi chiede di pagare a rate i debiti contributivi dal 17 giugno 2026 si vede applicare un interesse di dilazione del 4,40% annuo. Lo stesso tasso vale per i differimenti, cioè lo spostamento in avanti del termine di versamento. Chi ha invece già ricevuto un piano di ammortamento emesso e notificato non subisce alcun cambio: quei piani restano legati al tasso precedente. Conta quindi la data della domanda per capire quale percentuale si paga davvero.

Sanzioni civili più alte sui contributi

Per i versamenti mancati o in ritardo la sanzione civile sale al 7,90% annuo, frutto del tasso BCE del 2,40% più 5,5 punti. Chi salda da solo entro 120 giorni dalla scadenza, in un'unica soluzione e prima di contestazioni, paga la misura ridotta del 2,40% annuo. Nei casi di evasione contributiva resta ferma la sanzione del 30% annuo, entro il tetto del 60% dei contributi non versati. Con denuncia spontanea entro dodici mesi la sanzione può scendere al 7,90% o al 9,90%, in base ai tempi del pagamento.

Le regole per le procedure concorsuali

Un capitolo a parte riguarda le procedure concorsuali, come fallimenti e liquidazioni. In questi casi le sanzioni ridotte vengono calcolate partendo dal tasso BCE del 2,40%. Quando però si configura un'evasione, quel tasso viene aumentato di due punti. La riduzione non è automatica: scatta solo se vengono pagati per intero sia i contributi dovuti sia le spese collegate. Resta così un meccanismo che premia chi regolarizza la propria posizione fino in fondo.

Link alla Circolare INPS

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail