Contributi scuole paritarie 2025/26: in arrivo oltre 750 milioni [Decreto]

Il Ministero dell'Istruzione stanzia i fondi per i contributi scuole paritarie: focus su istituti non commerciali e inclusione della disabilità.

21 febbraio 2026 11:00
Contributi scuole paritarie 2025/26: in arrivo oltre 750 milioni [Decreto] - La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
La sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito a Roma
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Il nuovo decreto ministeriale definisce la ripartizione dei contributi scuole paritarie per l'anno 2025/2026. Oltre 750 milioni di euro finanzieranno il sistema educativo nazionale, garantendo risorse specifiche per gli istituti senza fini di lucro e per il sostegno agli alunni con disabilità.

Le linee guida del dicastero per il prossimo anno

L'architettura finanziaria del sistema d'istruzione integrato si rinnova con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 22 del 12 febbraio 2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, in veste di regolatore strutturale, ha cristallizzato i parametri tecnici essenziali per l'erogazione delle risorse riguardanti l'anno scolastico 2025/2026. Coprendo trasversalmente l'intera filiera educativa, l'iniziativa ministeriale mobilita la cifra considerevole di 587.830.089 euro, un atto che riconosce formalmente l'imprescindibile funzione pubblica assicurata quotidianamente dalle strutture dotate di parità scolastica.

Criteri di riparto dei contributi scuole paritarie

Il complesso trasferimento dei fondi sul territorio è gestito dagli Uffici scolastici regionali, i quali operano incrociando i dati amministrativi attinti direttamente dall'Anagrafe nazionale degli studenti. Al fine di ottimizzare l'allocazione delle finanze in maniera proporzionale ed equa, l'amministrazione centrale ha adottato una ripartizione stratificata:

  • 15% in proporzione al numero delle scuole;

  • 35% in base al numero di classi e sezioni;

  • 50% in base al numero degli alunni.

Gerarchie di assegnazione e natura non commerciale

All'interno dell'obbligatorio piano regionale, la priorità di liquidazione direziona i fondi prima alle scuole dell’infanzia, procedendo poi verso le primarie e giungendo infine agli istituti di grado superiore. Un canale preferenziale, normato rigorosamente dal testo di legge, è garantito a quelle realtà territoriali che operano in totale regime non commerciale. Tali requisiti specifici, tra cui spiccano il divieto assoluto di distribuzione degli utili, l'applicazione di quote simboliche e l'obbligo di reinvestimento, vanno dichiarati e certificati attraverso il portale SIDI, con l'autorità periferica che si riserva di effettuare rigorose ispezioni a campione per accertarne la veridicità.

L'impulso finanziario all'integrazione e al sostegno

Oltre al bacino del fondo ordinario, il decreto inietta nel delicato tessuto scolastico ulteriori 163.400.000 euro, una dotazione vincolata in via esclusiva a tutelare il diritto allo studio degli alunni con disabilità. Questa iniezione di liquidità obbedisce a una logica distributiva duplice: il 50% dei fondi misura il valore assoluto degli studenti fragili certificati all'interno della singola istituzione; il restante 50% va invece a premiare il tasso di incidenza percentuale di tali iscritti rispetto alla popolazione scolastica totale del plesso. Questo sistema bifasico mira, di fatto, a supportare e avvantaggiare concretamente le scuole che si dimostrano maggiormente inclusive.

Link al Decreto

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