Costo medio studente 2025/26: soglie scuole paritarie e IMU
Il MIM aggiorna il costo medio studente 2025/2026: primaria oltre 9mila euro. I nuovi parametri determinano l’esenzione IMU degli istituti.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato, tramite la nota n.4710 del 9 gennaio, i nuovi parametri relativi al costo medio studente per l’anno scolastico 2025/2026. Tali indicatori risultano essenziali per verificare la sussistenza dei requisiti fiscali necessari alle scuole paritarie per accedere all'esenzione IMU.
La nota ministeriale e il quadro normativo di riferimento
Con la recente comunicazione, l'amministrazione centrale ha definito l'importo della spesa annuale sostenuta dallo Stato per ogni alunno, differenziata in base al ciclo di studi. Questo dato non rappresenta una mera statistica, ma costituisce il pilastro tecnico per l'applicazione dell'articolo 4, comma 3, lettera c), del decreto MEF n. 200 del 19 novembre 2012. Tale provvedimento legislativo disciplina le modalità con cui gli enti non commerciali possono beneficiare delle agevolazioni sull'Imposta Municipale Unica. In sostanza, il documento certifica i valori di riferimento che gli istituti non statali devono considerare per dimostrare di svolgere la propria attività educativa con modalità non prettamente commerciali.
Costo medio studente: i valori aggiornati per grado di istruzione
Dall'analisi delle tabelle allegate alla nota ministeriale, emerge una significativa differenziazione economica tra i vari segmenti del percorso formativo. Il picco di spesa si registra nel primo ciclo d'istruzione, mentre la scuola media mostra i costi più contenuti per le casse dello Stato.
Di seguito il dettaglio dei valori per l'anno 2025/2026:
Scuola dell’infanzia: 7.204,38 euro;
Scuola primaria: 9.004,31 euro (valore massimo registrato);
Scuola secondaria di primo grado: 7.161,37 euro;
Scuola secondaria di secondo grado: 7.852,29 euro.
Questi importi fungono da soglia comparativa per valutare l'congruità delle rette applicate dagli istituti privati rispetto al servizio pubblico offerto.
Il meccanismo dell'esenzione IMU per le paritarie
Il cuore della normativa risiede nel rapporto tra le rette richieste dalle scuole paritarie e il costo medio statale appena pubblicato. Affinché un istituto possa legittimamente richiedere l'esenzione dal pagamento dell'IMU, è necessario dimostrare che l'attività didattica venga erogata a titolo gratuito o dietro il pagamento di un corrispettivo simbolico. Tale corrispettivo deve coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio. I nuovi parametri pubblicati dal MIM permettono quindi agli organi di controllo di verificare se le tariffe imposte alle famiglie rispettino i criteri di "non commercialità", garantendo che l'agevolazione fiscale sia riservata esclusivamente agli enti che operano senza fini di lucro speculativi.
Sostegno alle famiglie nella Legge di Bilancio 2026
Parallelamente alla definizione dei costi standard, il contesto normativo si arricchisce di nuove misure a supporto della libertà di scelta educativa. La Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto uno strumento finanziario specifico: un buono scuola nazionale dal valore massimo di 1.500 euro. Questo sussidio è indirizzato agli studenti iscritti alle scuole paritarie secondarie di primo grado e al biennio delle superiori. L'agevolazione è vincolata a un tetto ISEE del nucleo familiare fissato a 30.000 euro. Per l'operatività della misura, che conta su uno stanziamento di 20 milioni di euro, si attende ora il decreto attuativo del Ministero, che dovrà chiarire le procedure tecniche di erogazione.