Corsi sicurezza, Autorità Garante denuncia: 'A rischio gli studenti con disabilità'

L'Autorità denuncia: corsi non adeguati nell'ex alternanza scuola-lavoro possono causare l'esclusione dai percorsi formativi.

23 gennaio 2026 20:00
Corsi sicurezza, Autorità Garante denuncia: 'A rischio gli studenti con disabilità' - Sicurezza nei luoghi di lavoro
Sicurezza nei luoghi di lavoro
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Nel corso di un’audizione alla Camera, l'Autorità Garante ha sollevato una questione cruciale: l'assenza di moduli accessibili per la sicurezza sul lavoro rischia di tagliare fuori gli studenti con disabilità dai percorsi di formazione, configurando una discriminazione di fatto.

Il nodo della formazione obbligatoria nei PCTO

Durante l'incontro avvenuto il 20 gennaio presso la Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, è emersa una problematica tecnica che si traduce in un pesante ostacolo sociale. L'Avvocato Maurizio Borgo, attuale presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, ha focalizzato il suo intervento sulle criticità insite nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (FSL), oggi noti come PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento).

Chiunque abbia esperienza diretta con la gestione scolastica o aziendale sa bene che il D.Lgs 81/08 impone una formazione certificata sulla salute e sicurezza prima dell'ingresso in azienda. Il punto nevralgico sollevato dal Garante riguarda proprio questo prerequisito: senza l'attestato, lo stage non può iniziare. Tuttavia, se i corsi di formazione non sono progettati con criteri di accessibilità universale, lo studente con disabilità si trova di fronte a un muro invalicabile ancora prima di iniziare l'esperienza lavorativa.

Vuoto normativo e discriminazione indiretta

L'analisi dell'attuale quadro legislativo evidenzia una lacuna significativa: non esistono disposizioni specifiche cogenti che obblighino alla resa accessibile dei materiali didattici per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Questa mancanza genera un effetto domino. Se il corso è erogato su piattaforme non compatibili con screen reader, o se il materiale non è tradotto in LIS (Lingua dei Segni Italiana) o in formato Easy-to-Read per disabilità cognitive, lo studente non può completare la formazione obbligatoria.

Di conseguenza, l'impossibilità di ottenere la certificazione porta all'esclusione automatica dal percorso di alternanza scuola-lavoro. Il Presidente Borgo ha definito questa dinamica come una forma di discriminazione indiretta: una prassi apparentemente neutra (l'obbligo di sicurezza vale per tutti) che però penalizza in modo sproporzionato una specifica categoria di persone a causa della mancata rimozione delle barriere d'accesso. L'inclusione, in questo scenario, rischia di rimanere un principio puramente formale, svuotato di sostanza operativa.

Sicurezza e studenti con disabilità: la strategia istituzionale

Per disinnescare questo meccanismo di esclusione, l'Autorità ha annunciato un'attività di vigilanza mirata. L'obiettivo è garantire che i contenuti formativi sulla sicurezza siano non solo disponibili, ma concretamente adattati e coerenti con il PEI (Piano Educativo Individualizzato) e il più ampio Progetto di Vita dello studente. Non si tratta solo di tradurre testi, ma di modulare la formazione in base alle reali capacità e necessità del discente.

Secondo il Garante, la soluzione richiede un tavolo di coordinamento interistituzionale immediato che coinvolga il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l'INAIL e le amministrazioni regionali. Solo attraverso una sinergia tra questi enti sarà possibile standardizzare protocolli di sicurezza inclusivi, garantendo che il diritto all'apprendimento pratico e all'orientamento professionale non venga negato a causa di una burocrazia cieca alle diversità.

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