Cyberbullismo a scuola: quasi 230mln di fondi in Campania per il benessere digitale
Oltre 227mila euro alle scuole campane per prevenire cyberbullismo a scuola, violenza online e dipendenza dagli schermi con progetti educativi mirati.
Il cyberbullismo a scuola è una sfida sempre più urgente: molti studenti vivono relazioni filtrate dagli schermi, faticano a gestire rabbia, conflitti e fragilità emotive. Per questo l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania ha stanziato oltre 227mila euro destinati agli istituti che presenteranno progetti contro la violenza digitale e la dipendenza digitale. Le iniziative dovranno aiutare bambini e ragazzi a usare Internet in modo più consapevole, rafforzando empatia, responsabilità e benessere nelle relazioni quotidiane.
Cyberbullismo a scuola, come funzionano i fondi
Le scuole campane potranno richiedere i contributi entro le ore 12 del 1° giugno 2026, inviando la domanda tramite Pec all’Ufficio Scolastico Regionale. Ogni progetto approvato potrà ottenere fino a 15mila euro, da utilizzare entro la fine dell’anno. I fondi serviranno a coprire spese concrete: materiali didattici, attrezzature, viaggi, attività formative e compensi per il personale coinvolto. L’obiettivo è sostenere percorsi capaci di prevenire il cyberbullismo, ridurre l’isolamento e promuovere un uso più sano di smartphone, computer e social network.
Reti tra scuole e ruolo degli esperti
Per accedere al finanziamento, gli istituti dovranno organizzarsi in una rete formata da almeno tre scuole, individuando un capofila responsabile della gestione amministrativa ed economica. I progetti saranno valutati da una commissione, con un punteggio massimo di 30 punti e una soglia minima di 18 per ottenere il contributo. Saranno premiate le proposte con forte qualità educativa, coinvolgimento delle famiglie, presenza di psicologi, mediatori ed esperti. Centrale anche il ruolo del Team Bullismo, dell’Animatore Digitale e delle realtà territoriali, comprese associazioni sportive e gruppi di genitori.
Pause del benessere contro la dipendenza digitale
Tra le azioni suggerite dal bando ci sono le pause del benessere, momenti pensati per aiutare gli studenti a staccarsi dagli schermi e recuperare un rapporto più equilibrato con il proprio corpo e con gli altri. Queste attività puntano a contrastare la sedentarietà, migliorare la gestione dei litigi e favorire relazioni reali più sane. Le scuole potranno proporre laboratori, incontri, attività motorie e percorsi sull’uso responsabile della rete. Il messaggio è chiaro: tecnologia e social non vanno demonizzati, ma usati con consapevolezza, rispetto e senso del limite.
Educazione digitale e responsabilità online
Il piano punta a insegnare agli studenti non solo i rischi della rete, ma anche i diritti e i doveri di chi naviga online. Parlare di educazione digitale significa affrontare temi come privacy, linguaggio d’odio, esclusione dai gruppi, diffusione di immagini e rispetto dell’identità altrui. La prevenzione del cyberbullismo a scuola passa dalla capacità di riconoscere i segnali di disagio, chiedere aiuto e non restare spettatori davanti alle prepotenze. Coinvolgere classe, docenti e famiglie può trasformare la scuola in un luogo di ascolto, protezione e crescita condivisa.