Dimensionamento scolastico, Barbacci contro il commissariamento: 'Serve dialogo istituzionale'

La leader CISL Scuola invita al dialogo istituzionale ed evita lo scontro politico sulle regioni commissariate.

15 gennaio 2026 12:00
Dimensionamento scolastico, Barbacci contro il commissariamento: 'Serve dialogo istituzionale' - Ivana Barbacci
Ivana Barbacci
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Ivana Barbacci interviene sul dimensionamento scolastico, definendo il commissariamento delle Regioni inadempienti una sconfitta istituzionale. La segretaria CISL Scuola esorta il Governo al dialogo costruttivo, evitando strumentalizzazioni politiche che rischiano di penalizzare il sistema dell'istruzione pubblica.

La preoccupazione per il commissariamento delle scuole

La notizia della nomina di commissari ad acta per le amministrazioni regionali che non hanno completato i piani di riorganizzazione della rete educativa ha raggiunto la segretaria generale durante un viaggio della memoria a Cracovia. Attraverso un intervento sui canali social, Ivana Barbacci ha espresso profonda inquietudine per la piega assunta dalla gestione del dimensionamento scolastico. Secondo la leader sindacale, trasformare la scuola in un campo di battaglia per contrapposizioni politiche esasperate rappresenta un rischio inaccettabile. La scelta di procedere con atti d'imperio viene letta non come una soluzione tecnica, bensì come un segnale di fallimento che coinvolge le istituzioni a ogni livello gerarchico, incapaci di trovare una sintesi politica efficace.

Un invito al confronto tra Ministero e territori

Nel suo appello, la numero uno della CISL Scuola si rivolge direttamente all'esecutivo e al Ministero dell'Istruzione e del Merito, chiedendo un cambio di passo immediato. L'attenzione si focalizza specificamente su Sardegna, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, territori destinatari dei provvedimenti sostitutivi. Anziché procedere con la logica del commissariamento, che di fatto esautora le decisioni locali, Barbacci suggerisce di riaprire un tavolo di confronto. L'obiettivo deve essere quello di supportare queste amministrazioni nella ricerca di soluzioni praticabili, piuttosto che sanzionare i ritardi con misure drastiche che potrebbero non tenere conto delle reali esigenze della popolazione scolastica e delle famiglie.

Le specificità locali e la responsabilità regionale

La difesa dell'operato delle amministrazioni locali da parte del sindacato non è aprioristica, ma basata sulla storia amministrativa recente. Ivana Barbacci sottolinea come le Regioni oggi sotto accusa abbiano, nel corso degli anni, dimostrato responsabilità nella gestione e riorganizzazione della rete scolastica. Tuttavia, l'attuale fase di dimensionamento presenta complessità inedite, legate a variabili demografiche e geografiche che non possono essere ignorate o risolte con un semplice calcolo numerico. Le valutazioni del contesto territoriale necessitano di ascolto: ignorare queste specificità per imporre parametri rigidi rischia di creare disservizi e malcontento diffuso.

Stop agli scontri ideologici sull'istruzione

La chiosa dell'intervento è un richiamo alla responsabilità collettiva rivolto a tutte le forze partitiche. La scuola non deve diventare ostaggio di contrasti ideologici, ma deve rimanere al centro di un patto comune per il futuro del Paese. La segretaria della CISL pone l'accento sulla necessità di salvaguardare soprattutto le aree interne, spesso le prime vittime dei tagli e delle razionalizzazioni.

Per garantire un futuro sostenibile al sistema scolastico, Barbacci indica alcune priorità imprescindibili:

  • Abbandonare le logiche di fazione per concentrarsi sui problemi reali degli studenti.

  • Ricercare soluzioni condivise tra Stato e Regioni.

  • Tutelare il diritto allo studio nelle zone montane e periferiche.

  • Garantire che il dimensionamento non si traduca in un impoverimento dell'offerta formativa.

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