Dimensionamento scolastico: rivolta a Bologna contro i tagli

Sindacati e Regione Emilia-Romagna uniti in piazza contro il commissario e gli accorpamenti di 17 istituti previsti dal Governo.

25 gennaio 2026 10:00
Dimensionamento scolastico: rivolta a Bologna contro i tagli - Piano di Dimensionamento Scolastico 2026/27
Piano di Dimensionamento Scolastico 2026/27
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Sotto la pioggia battente di Bologna, il fronte comune di sindacati e istituzioni sfida il piano di dimensionamento scolastico. L’Emilia-Romagna contesta i 17 accorpamenti imposti dal commissario governativo, difendendo la capillarità e la qualità dell’istruzione pubblica.

Protesta unitaria contro il dimensionamento scolastico

Non è usuale vedere una tale compattezza nel mondo della rappresentanza lavorativa, eppure davanti alla Prefettura di Bologna si è consumato uno strappo istituzionale significativo. Nonostante il meteo avverso, una folta delegazione composta dalle sigle Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Gilda Unams, Snals Confsal e Anief ha presidiato la piazza, segnando un momento di rottura con le politiche ministeriali. Chi vive quotidianamente la realtà scolastica sa bene che dietro la definizione tecnica di "razionalizzazione" si celano spesso disagi logistici per le famiglie e una contrazione degli organici. Serafino Veltri, segretario regionale della Uil Scuola, ha evidenziato proprio questo aspetto: il dimensionamento scolastico non è una mera operazione contabile, ma un intervento che rischia di impoverire il tessuto educativo, specialmente nelle aree interne e demograficamente più fragili dell'Appennino e della Bassa.

Commissariamento Emilia-Romagna: la battaglia sugli accorpamenti

Il casus belli che ha innescato la mobilitazione risale alla delibera del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio scorso. L'esecutivo ha optato per il pugno duro, disponendo il commissariamento per le Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, colpevoli di non aver allineato la propria rete scolastica ai parametri di contrazione previsti dalla legge di bilancio. Per gestire la pratica in terra emiliano-romagnola è stato nominato commissario ad acta Bruno Di Palma, funzionario chiamato a ridisegnare la geografia degli istituti.

Secondo le stime sindacali, il decreto attuativo è imminente e comporterà la fusione amministrativa di almeno 17 istituzioni scolastiche. Una manovra che Monica Ottaviani della Flc Cgil Emilia-Romagna non esita a definire "politica" piuttosto che amministrativa. La critica mossa dai rappresentanti dei lavoratori si fonda su un dato oggettivo: il sistema regionale rispetta già i criteri di efficienza e il numero di alunni per istituto si mantiene sopra la media nazionale, rendendo questi ulteriori tagli ingiustificati agli occhi degli addetti ai lavori.

Istituzioni al fianco della scuola: il no ai tagli

A dare peso politico alla manifestazione è stata la presenza fisica dei vertici amministrativi locali, un segnale inequivocabile di saldatura tra enti territoriali e parti sociali. In piazza erano presenti il presidente della Regione Michele de Pascale, l’assessora alla Scuola Isabella Conti e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. La loro partecipazione trasforma la vertenza da sindacale a istituzionale: la difesa del presidio scolastico viene interpretata come difesa della comunità stessa. Gli slogan esposti sui cartelli, bagnati dalla pioggia, hanno ribadito la contrarietà a una logica che vede l'istruzione come una voce di spesa da comprimere anziché un investimento. La preoccupazione maggiore riguarda la perdita di autonomia scolastica, che inevitabilmente porta a dirigenti scolastici costretti a gestire plessi distanti chilometri l'uno dall'altro, con un calo fisiologico della qualità gestionale e didattica.

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