Dimensionamento scolastico: stanziamenti PNRR alle scuole accorpate e sanzioni alle Regioni commissariate
Il nuovo decreto PNRR introduce fondi per le scuole accorpate, escludendo però i territori commissariati che non hanno attuato il dimensionamento scolastico.
Il recente schema di decreto-legge per l’attuazione del PNRR delinea il futuro della rete d’istruzione italiana per l’anno scolastico 2026/2027. Il provvedimento introduce risorse specifiche per mitigare gli effetti degli accorpamenti, ma stabilisce un netto distinguo tra le amministrazioni virtuose e quelle inadempienti.
Fondi PNRR e criteri di accesso al dimensionamento scolastico
Il governo ha messo sul piatto circa 28 milioni di euro complessivi per gestire la delicata transizione della rete scolastica. Nello specifico, 19 milioni verranno destinati alla contrattualizzazione di personale ATA temporaneo, figura chiave per la gestione amministrativa e logistica dei nuovi mega-istituti. Altri 9 milioni saranno invece vincolati al finanziamento degli esoneri e semiesoneri per i vicari, garantendo così che i collaboratori del dirigente scolastico possano dedicarsi interamente alla gestione organizzativa. Tuttavia, queste risorse non saranno distribuite a pioggia: il testo prevede che possano beneficiarne solo le Regioni che hanno approvato i piani di riorganizzazione in piena autonomia, seguendo i criteri di razionalizzazione stabiliti a livello centrale.
Il commissariamento delle Regioni e il blocco dei finanziamenti
Il quadro si complica per Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna. Queste quattro amministrazioni, non avendo rispettato i contingenti previsti per i dirigenti scolastici e i DSGA, sono finite sotto commissariamento da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito. La gestione è passata direttamente ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali (USR), che procederanno d'ufficio ai tagli necessari. La conseguenza diretta di questa "mancata adesione spontanea" è l'esclusione dai fondi sopra citati. Le scuole di questi territori, dunque, pur subendo la riduzione del numero di istituti, non avranno accesso ai supporti straordinari per l'organico o per gli esoneri, creando una disparità di trattamento che sta già sollevando forti critiche sindacali.
Impatto sull'organico e mobilitazione della FLC CGIL
Oltre alla questione dei fondi accessori, resta il tema dei tagli strutturali che colpiscono l'intero sistema nazionale. Si stima una perdita complessiva superiore agli 8.000 posti tra docenti e personale tecnico-amministrativo entro il prossimo biennio. La FLC CGIL ha definito queste misure come "punitive", evidenziando come la riduzione della rete scolastica rischi di impoverire l'offerta formativa territoriale. Il sindacato ha già presentato emendamenti in sede di conversione del decreto Milleproroghe per tentare di bloccare i commissariamenti e mantenere la deroga del 2,9% sui tagli, sostenendo l'iniziativa con una raccolta firme che ha già coinvolto migliaia di cittadini e lavoratori del settore.