Dipendenti pubblici, scatta l'assicurazione obbligatoria a carico del lavoratore
La Legge 15/2026 impone la polizza per colpa grave senza rimborsi: ecco costi e rischi patrimoniali per scuola, sanità e PA.
Il 2026 segna una svolta definitiva per la Pubblica Amministrazione: la nuova Legge sulla Trasparenza introduce l’assicurazione obbligatoria dipendenti pubblici a copertura della responsabilità civile. Niente rimborsi statali, i costi graveranno interamente sul personale per tutelarsi da danno erariale e colpa grave.
La Legge 15/2026 e lo stop ai rimborsi per gli statali
L'entrata in vigore della Legge sulla Trasparenza e Responsabilità (n. 15/2026) rappresenta un vero e proprio spartiacque nella gestione del rapporto di lavoro per oltre 3 milioni di dipendenti. Il testo normativo, approvato definitivamente, spazza via ogni ambiguità emersa nelle bozze preliminari: ogni forma di ristoro economico da parte dell'amministrazione è stata cancellata. Il principio cardine è la responsabilità patrimoniale diretta: chi sbaglia paga, e per farlo deve dotarsi di una copertura assicurativa privata.
Non si tratta di una semplice raccomandazione, ma di un vincolo stringente volto a tutelare le casse dello Stato. Il legislatore ha inserito clausole specifiche che impediscono ai singoli comparti, inclusi Scuola, Sanità e Funzioni Centrali, di inserire il rimborso della polizza all'interno dei rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali (CCNL). Di conseguenza, il premio assicurativo diventa una voce di spesa fissa nel bilancio familiare del lavoratore pubblico, senza possibilità di sgravi fiscali dedicati o bonus in busta paga.
Chi deve stipulare l'assicurazione obbligatoria dipendenti pubblici: i settori coinvolti
L'obbligo non è generico, ma colpisce chirurgicamente le figure professionali più esposte al rischio di contenzioso e di danno erariale. Analizzando il dettato normativo, emerge una mappa del rischio ben definita che coinvolge chiunque abbia potere di firma, gestione di fondi (in particolare quelli legati al PNRR) o responsabilità di vigilanza su minori e pazienti.
Per facilitare la comprensione delle categorie interessate, ecco una sintesi strutturata delle figure coinvolte:
Settore | Figure Chiave | Rischio Prevalente | Tipologia Copertura |
Scuola | Docenti, DS, DSGA | Culpa in vigilando, Infortuni alunni | RC Terzi + Colpa Grave |
Sanità | Medici, Infermieri | Malpractice, Errori clinici | Polizza prof.le estesa |
Pubblica Amministrazione | Dirigenti, Funzionari PNRR | Danno Erariale, Vizi atti amm. | RC Patrimoniale Piena |
Sicurezza | Forze dell'Ordine | Danni a terzi in servizio | RC Operativa |
Nel comparto scolastico, ad esempio, l'attenzione è massima sulla culpa in vigilando per i docenti e sulla gestione amministrativo-contabile per i Dirigenti Scolastici e i DSGA. Per il personale sanitario, la norma va a inasprire quanto già previsto dalla Legge Gelli-Bianco, estendendo l'obbligatorietà anche alle prestazioni extramoenia in modo più rigido.
Rischi patrimoniali e costi delle polizze: l'analisi delle spese
Il mancato adeguamento alla normativa espone il dipendente a scenari critici. Sebbene la legge non introduca una multa immediata per la mancata stipula, il pericolo reale si concretizza nelle aule di tribunale. In caso di condanna da parte della Corte dei Conti, il dipendente sprovvisto di assicurazione risponderà con il proprio patrimonio personale (immobili, stipendio, conti correnti) fino al completo risarcimento del danno. Inoltre, per le posizioni di vertice, l'assenza della polizza può bloccare il conferimento di nuovi incarichi dirigenziali o costituire un'aggravante in sede disciplinare.
Sul fronte dei costi, l'assenza di contributo statale ha spinto le organizzazioni sindacali a muoversi preventivamente. Le stime attuali, basate sulle prime convenzioni collettive, indicano una forbice di spesa variabile:
Docenti e personale ATA: il costo si aggira tra i 40 e i 70 euro annui per le coperture base.
Dirigenti e Funzionari Apicali: il premio sale sensibilmente, superando spesso i 300 euro annui a causa dell'elevato profilo di rischio patrimoniale.
La raccomandazione tecnica è di verificare che i massimali della polizza siano pari ad almeno il triplo della retribuzione lorda annua, come suggerito dalle linee guida ministeriali, per garantire una "capienza" sufficiente in caso di sinistro.