Divieto social minori di quindici anni: Valditara chiede una legge bipartisan rapida
Il ministro insiste sul divieto social minori di quindici anni e chiede una legge bipartisan entro la fine della legislatura.
Il divieto social minori di quindici anni torna al centro del dibattito politico. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ne ha parlato ai microfoni de Il Corriere della Sera, durante la prima puntata della video inchiesta «Blackout», dedicata al lato oscuro di smartphone e piattaforme digitali. Il messaggio è netto: servono regole rapide, una legge bipartisan e un ruolo più attivo delle famiglie. Il tema, secondo il ministro, non può più aspettare.
Perché il divieto social minori è considerato urgente
Il ministro parte da una constatazione semplice: il telefono è diventato un riflesso automatico. «Dobbiamo sempre controllare il telefono, è una dipendenza. Dobbiamo disintossicare i nostri giovani», ha dichiarato. Da qui l'idea di un intervento normativo che tenga i ragazzi sotto i quindici anni lontani dalle piattaforme social e dalla rete. Il disegno di legge viene descritto come bipartisan, cioè condiviso da maggioranza e opposizione, e dovrebbe arrivare in porto entro la fine della legislatura. Le parole del ministro sono chiare: «Il piano è tenere i giovani sotto i quindici anni lontani dai social e da Internet. Dobbiamo fare in fretta ad approvare il disegno di legge bipartisan, entro la fine della legislatura. Il tema è troppo urgente». Il rischio percepito riguarda soprattutto i contenuti violenti o manipolatori che circolano senza filtri.
Il divieto dei cellulari nelle scuole italiane
La stretta digitale non nasce oggi. Il percorso comincia nel 2022 con lo stop ai telefoni nel primo ciclo, poi esteso anche alle scuole superiori. Il ministro rivendica il risultato: «Siamo partiti nel 2022, all'epoca eravamo tra i primi, abbiamo vietato i telefoni nel primo ciclo e poi anche alle superiori. I dati sono interessanti, solo lo 0,6% delle scuole non ha introdotto il divieto». A stabilire la regola più recente è stata la circolare n. 3392 del 16 giugno 2025, che segue la nota ministeriale n. 5274 dell'11 luglio 2024. I punti principali del provvedimento sono tre:
aggiornamento dei regolamenti d'istituto e del patto di corresponsabilità educativa;
stop all'uso dello smartphone in orario scolastico, anche per attività didattiche, nel secondo ciclo;
sanzioni disciplinari specifiche per chi non rispetta la regola.
Educazione digitale e nuove indicazioni nazionali
Accanto ai divieti, il ministero punta sulla formazione. Nelle Nuove Indicazioni Nazionali è stata inserita l'educazione all'uso corretto del cellulare e alla conoscenza dei rischi online. L'obiettivo è insegnare ai ragazzi a riconoscere le insidie della rete prima ancora che le incontrino. «Le trappole, le porcherie sul web, sono devastanti», ha detto Valditara, chiedendo una grande campagna di sensibilizzazione rivolta ai genitori. La scuola, secondo il ministro, ha già fatto la sua parte. Ora tocca alle famiglie, chiamate a non delegare al dispositivo il ruolo di intrattenitore. L'invito è quasi domestico: «Non lasciate solo un bambino con il cellulare, prendete un bel libro e leggete una fiaba». Un messaggio che sposta l'attenzione dalla norma all'abitudine quotidiana.
Cosa cambia per famiglie e studenti
Se il testo di legge dovesse essere approvato, l'iscrizione alle piattaforme sotto i quindici anni diventerebbe vietata, con sistemi di verifica dell'età più stringenti a carico dei gestori. Nel frattempo restano in vigore le regole scolastiche già operative. Per le famiglie cambia soprattutto l'approccio: il controllo non riguarda solo il tempo passato davanti allo schermo, ma la qualità dei contenuti. Alcune indicazioni pratiche aiutano a orientarsi:
concordare orari senza dispositivi, soprattutto durante i pasti e la sera;
attivare gli strumenti di parental control offerti dai sistemi operativi;
parlare con i figli di ciò che vedono online, senza trasformare il dialogo in interrogatorio.
Il confronto tra scuola e genitori resta la leva più efficace per rendere sostenibile qualsiasi divieto.
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