Docente con 2 lauree false: la Corte dei Conti lo condanna a restituire 63mila euro

La Corte dei Conti sanziona l'insegnante che ha mentito sulle lauree false per lavorare. La difesa: "Nessuno si è mai lamentato".

18 dicembre 2025 17:00
Docente con 2 lauree false: la Corte dei Conti lo condanna a restituire 63mila euro - Corte dei Conti
Corte dei Conti
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Un caso eclatante di lauree false ha portato alla condanna di un docente in Lombardia. L'uomo dovrà risarcire lo Stato per aver ottenuto incarichi senza titoli. I giudici hanno accertato il dolo e l'inganno, respingendo le giustificazioni legate alla presunta competenza sul campo.

La condanna per le lauree false

La Corte dei Conti della Lombardia ha emesso una sentenza esemplare, disponendo la restituzione di oltre 63mila euro a carico di un insegnante. Le verifiche amministrative hanno portato alla luce una realtà sconcertante: l'uomo aveva autocertificato il possesso di una laurea in Ingegneria gestionale mai conseguita presso un ateneo di Napoli, vantando persino una votazione eccellente, oltre a un secondo titolo telematico risultato inesistente. I giudici contabili sono stati inflessibili nel riconoscere la volontà di ingannare la Pubblica Amministrazione. Non si è trattato di un semplice errore formale, ma di una condotta dolosa finalizzata all'ottenimento indebito di un posto di lavoro pubblico, creando un danno erariale significativo per le casse dello Stato.

Dalle scuole della Brianza al Comasco

Il percorso professionale dell'insegnante, costruito interamente su dichiarazioni mendaci, ha avuto inizio nel 2021. Grazie ai titoli contraffatti, il docente aveva ottenuto diverse supplenze in ambito scientifico presso istituti della Brianza. Tuttavia, i controlli incrociati delle segreterie scolastiche hanno svelato l'inganno, portando alla risoluzione dei contratti e all'esclusione dalle graduatorie. Nonostante ciò, l'uomo è riuscito a spostarsi geograficamente per reiterare il meccanismo. Tra il 2023 e il 2024 ha prestato servizio a Cantù e successivamente in un istituto tecnico monzese, continuando a dichiarare qualifiche non possedute. Le amministrazioni coinvolte hanno attivato le procedure legali per il recupero delle somme erogate illegittimamente durante i vari periodi di servizio.

La difesa e le ammissioni in aula: 'Nessuno si è mai lamentato'

Durante il procedimento giudiziario, l'insegnante ha ammesso la falsità delle informazioni fornite, tentando però di giustificare il suo comportamento con la necessità economica e la disperata ricerca di un'occupazione. La strategia difensiva si è basata su punti specifici:

  • L'assenza di intento fraudolento diretto;

  • La convinzione di poter svolgere le mansioni con dedizione;

  • La mancanza di note di demerito da parte di studenti o famiglie.

Nonostante il legale abbia sottolineato come nessuno si fosse mai lamentato del suo operato in classe, i giudici hanno respinto tali argomentazioni. La sentenza ha stabilito l'obbligo di restituzione integrale dei compensi, ribadendo che la qualità percepita del lavoro non sana l'assenza dei requisiti legali fondamentali per l'insegnamento.

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