Docenti fuori sede, affitti insostenibili e diritto all'abitare

Il caro affitti colpisce i docenti fuori sede: servono misure urgenti per tutelare dignità, lavoro, famiglia e scuola pubblica.

A cura di Redazione Redazione
17 giugno 2026 12:00
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La crisi degli affitti pesa sui docenti fuori sede e minaccia il diritto all'abitare. Difendere scuola, lavoro e famiglia significa proteggere la dignità di chi educa ogni giorno.

Affitti fuori controllo: il diritto all'abitare non può diventare un privilegio. "È tempo di salvaguardare la dignità dei lavoratori della scuola e dei docenti fuori sede"

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per i dati diffusi dalla CNA, elaborati sui dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, dai quali emerge un quadro allarmante: tra il 2019 e il 2025 i canoni di locazione nei capoluoghi italiani sono cresciuti fino a cinque volte più delle retribuzioni, arrivando a incidere per il 73% sullo stipendio netto di un lavoratore a Milano e per il 62% a Firenze.

Non si tratta esclusivamente di un'emergenza economica, ma di una questione che investe direttamente la tutela dei diritti fondamentali della persona, la coesione sociale e la qualità della democrazia. Il diritto all'abitare costituisce infatti una delle condizioni essenziali per l'effettivo esercizio del diritto al lavoro, all'istruzione, alla salute e alla piena partecipazione alla vita civile.

A destare particolare allarme è la situazione dei docenti fuori sede, categoria sempre più esposta a una condizione di vulnerabilità economica e sociale che rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza nazionale.

Sono migliaia gli insegnanti, sia di ruolo sia precari, costretti a vivere lontano dalla propria famiglia, sostenendo contemporaneamente il costo di un'abitazione nella sede di servizio e quello della casa di residenza. Una condizione che, per molti, non rappresenta una fase transitoria, ma una realtà permanente.

Il Coordinamento rivolge un forte monito alle istituzioni sulla situazione, ormai divenuta drammaticamente insostenibile, dei docenti di ruolo intrappolati da oltre vent'anni in province e regioni lontanissime dalla propria città di residenza. La rigidità dei meccanismi di mobilità, unita all'esplosione dei costi degli affitti, sta determinando una progressiva erosione del potere d'acquisto di migliaia di famiglie di insegnanti, costrette a sacrifici economici sempre più gravosi per poter continuare a garantire il diritto allo studio degli alunni.

È inaccettabile che coloro ai quali la Repubblica affida il compito di educare le nuove generazioni siano costretti a vivere in una condizione di precarietà esistenziale che compromette la serenità familiare, il benessere psicologico e la stessa qualità della vita lavorativa. L'insegnamento richiede stabilità, equilibrio emotivo e continuità relazionale; condizioni che vengono inevitabilmente compromesse quando il docente è obbligato a trascorrere gran parte dell'anno lontano dai propri affetti, sostenendo spese abitative ormai sproporzionate rispetto alla retribuzione percepita.

Il rischio concreto è quello di assistere all'emergere di una nuova forma di povertà del lavoro, che colpisce anche professionisti altamente qualificati e dipendenti dello Stato. È un paradosso che interpella profondamente la coscienza civile del Paese: il lavoro stabile non costituisce più una garanzia sufficiente per assicurare una vita dignitosa.

Per questo motivo il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene non più rinviabili interventi urgenti e strutturali finalizzati a prevenire un progressivo impoverimento delle famiglie dei docenti fuori sede. Occorre predisporre misure straordinarie di sostegno abitativo, agevolazioni fiscali per gli affitti, contributi dedicati ai lavoratori della scuola costretti alla mobilità geografica, nonché una profonda revisione delle politiche di mobilità del personale docente affinché il ricongiungimento familiare diventi un obiettivo prioritario e concretamente perseguibile.

Garantire ai docenti la possibilità di vivere e lavorare in condizioni di dignità significa investire nella qualità dell'istruzione e nella tenuta del sistema educativo nazionale. Una scuola capace di educare ai valori costituzionali non può poggiare sul sacrificio silenzioso di migliaia di insegnanti costretti a scegliere, ogni giorno, tra il diritto al lavoro e il diritto alla famiglia.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova pertanto il proprio appello al Governo e al Parlamento affinché la questione abitativa dei docenti fuori sede venga finalmente riconosciuta come una priorità politica e sociale. Ignorare questa emergenza significa accettare che il diritto all'istruzione continui a fondarsi sulla compressione dei diritti di chi quell'istruzione la rende possibile ogni giorno nelle aule scolastiche.

Una Repubblica che chiede ai propri insegnanti di educare alla cittadinanza, ai diritti e alla dignità della persona non può consentire che essi stessi siano costretti a vivere in condizioni sempre più vicine alla vulnerabilità economica. Restituire dignità ai docenti significa restituire forza alla scuola e futuro al Paese.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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