Doppio canale di reclutamento docenti: Pittoni rilancia le assunzioni da GPS
Il doppio canale di reclutamento docenti punta a valorizzare GPS e concorsi, favorendo più continuità nelle scuole italiane.
Il doppio canale di reclutamento docenti torna al centro del dibattito sulla scuola. L’obiettivo è affiancare al concorso ordinario un percorso stabile di assunzione dalle graduatorie, sia per il sostegno sia per il posto comune. Secondo Mario Pittoni, responsabile Istruzione della Lega, questo modello potrebbe ridurre il ricorso alle supplenze, valorizzare gli idonei e garantire maggiore continuità didattica agli studenti.
Doppio canale di reclutamento docenti e obiettivi già raggiunti
Tra i risultati indicati da Pittoni c’è il riconoscimento degli idonei Pnrr, che per tre anni potranno concorrere al 30% dei posti messi a bando. Non si tratta di una quota di idonei, ma di una quota di posti: chi ha superato le prove mantiene quindi la possibilità di puntare al ruolo. Dal 2026/27, inoltre, gli idonei dei concorsi dal 2020 in poi potranno inserirsi negli elenchi regionali, aggiornando ogni anno la scelta fino all’assunzione a tempo indeterminato, senza nuove prove concorsuali.
GPSR e assunzioni da graduatorie provinciali
Il passaggio più rilevante riguarda la proposta di trasformare le GPS in GPSR, cioè Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo. In questo modo le assunzioni da GPS diventerebbero strutturali, non più legate a misure temporanee. Il sistema potrebbe riguardare sia il sostegno sia il posto comune, offrendo una risposta concreta alla carenza di docenti stabili. Per Pittoni, la stabilizzazione degli insegnanti esperti può migliorare la qualità dell’insegnamento e ridurre la dipendenza da incarichi annuali.
Perché il concorso non basta più
Secondo Pittoni, il concorso resta importante, ma non può essere l’unico strumento di selezione. Nelle scuole italiane molti docenti lavorano per anni come supplenti, assumendosi responsabilità simili a quelle dei colleghi di ruolo. La continuità con la stessa classe consente di conoscere meglio gli alunni, seguirne i progressi e costruire percorsi più efficaci. Per questo il reclutamento dovrebbe valorizzare anche l’esperienza maturata sul campo, evitando percentuali record di precarietà.
Il nodo economico della stabilizzazione
Uno degli ostacoli principali resta il costo delle immissioni in ruolo. Pittoni sottolinea che l’uso esteso dei contratti a termine produce un risparmio per lo Stato, ma lascia irrisolto il problema della stabilità nelle scuole. Un eventuale riavvicinamento tra il costo di un supplente e quello di un docente di ruolo potrebbe facilitare il superamento delle resistenze degli organi economici. In questa prospettiva, le GPSR diventerebbero uno strumento utile per coniugare sostenibilità e qualità del servizio scolastico.