Doppio canale scuola: Anief attende la svolta per il reclutamento dei precari
Il Ddl Bucalo punta al doppio canale per assumere da GPS e concorsi, una misura sostenuta da Anief per stabilizzare il sistema scolastico.
Cresce l'attesa per l'approvazione del doppio canale di reclutamento contenuto nel Disegno di Legge a prima firma della senatrice Carmela Bucalo. Questa misura, fortemente sostenuta dal sindacato Anief, intende rivoluzionare l'accesso al ruolo per i docenti, affiancando ai concorsi l'assunzione da graduatorie. L'obiettivo è garantire stabilità al personale scolastico e ridurre il precariato.
Le novità del Ddl per le assunzioni
Il provvedimento, attualmente all'esame della commissione competente di Palazzo Madama, introduce una riforma strutturale significativa per il sistema d'istruzione. La norma prevede due percorsi distinti e paralleli per l'accesso al ruolo a tempo indeterminato. Da una parte vengono confermati i concorsi per esami e titoli, dall'altra si istituzionalizza l'utilizzo delle graduatorie per soli titoli. L'intento è quello di rendere le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) un canale ordinario per le immissioni in ruolo, superando la logica delle sanatorie straordinarie. Tale meccanismo, già utilizzato in passato in fasi emergenziali, permetterebbe di snellire notevolmente le procedure di assegnazione delle cattedre vacanti, rispondendo in modo tempestivo alle esigenze degli istituti.
La posizione di Anief sul doppio canale
Il sindacato Anief ha accolto con favore la proposta, evidenziando come questa rispecchi le richieste avanzate da tempo per tutelare i lavoratori. Secondo il presidente nazionale Marcello Pacifico, il nuovo sistema recupera la logica funzionale delle vecchie Graduatorie a Esaurimento (GAE). In questo scenario, chiunque sia in possesso di un titolo abilitante potrebbe aspirare al ruolo seguendo l'ordine di scorrimento, anche senza aver maturato anni di servizio specifico. Tuttavia, l'anzianità e il punteggio accumulato restano fattori dirimenti: la priorità nelle assunzioni verrebbe comunque garantita a chi vanta una maggiore esperienza professionale e titoli culturali superiori. Si tratta di un approccio che mira a valorizzare sia i neoabilitati sia i docenti con lungo servizio alle spalle.
Prospettive future e lotta al precariato
L'adozione definitiva di questo modello rappresenterebbe una svolta per la stabilizzazione del personale docente una volta terminata la fase transitoria del PNRR. La Corte Costituzionale e la Cassazione hanno già giudicato legittimo in passato questo sistema misto, che offre un equilibrio tra merito e diritti acquisiti. Evitare ai docenti già formati e abilitati l'obbligo di sostenere ripetuti concorsi è essenziale per ridurre la precarietà cronica della scuola italiana. L'obiettivo finale è prevenire l'abuso di contratti a tempo determinato, garantendo al contempo la continuità didattica indispensabile per gli studenti. Un ritorno stabile a questa modalità di reclutamento assicurerebbe certezze lavorative concrete a migliaia di insegnanti precari in attesa di una sistemazione definitiva.