Esame terza media: chiarimenti sulle decisioni prese durante la riunione preliminare
Prima delle prove dell'esame terza media la commissione fissa calendario, durata degli scritti, criteri di correzione e strumenti ammessi
L'esame terza media entra nel vivo con un passaggio spesso poco conosciuto dalle famiglie: la riunione preliminare della commissione. In questo incontro vengono definiti tutti gli aspetti organizzativi delle prove, dal calendario alla durata degli scritti. Le regole arrivano dal decreto ministeriale 741 del 2017, che fissa tempi e modalità degli Esami di Stato del primo ciclo.
Il calendario delle prove dell'esame terza media
Gli Esami di Stato del primo ciclo si svolgono tra la fine delle lezioni e il 30 giugno, in base al calendario stabilito da ogni scuola. A definirlo è il dirigente scolastico, che lo comunica al collegio dei docenti. Il documento indica le date della riunione preliminare, delle prove scritte, del colloquio e delle eventuali prove suppletive. Gli scritti si tengono in tre giorni diversi, anche non consecutivi. La durata di ciascuna prova non può superare le quattro ore.
Cosa decide la commissione nella riunione preliminare
La riunione preliminare serve a fissare l'organizzazione dell'esame. Dopo aver esaminato la documentazione, la commissione assegna gli eventuali candidati privatisti alle singole sottocommissioni. Nello stesso incontro vengono predisposte le prove d'esame, che devono restare coerenti con i traguardi delle Indicazioni nazionali per il curricolo. La commissione stabilisce anche l'ordine delle prove e quello delle classi per i colloqui, insieme ai criteri comuni per la correzione e la valutazione.
Strumenti consentiti e casi particolari
Durante la riunione la commissione individua gli strumenti che le alunne e gli alunni potranno usare nelle prove scritte, comunicandoli prima ai candidati. Vengono definite anche le modalità per gli studenti con disabilità certificata, ai sensi della legge 104/1992, e per quelli con disturbo specifico di apprendimento, in base alla legge 170/2010. Nel comporre il calendario, la commissione tiene conto delle intese tra lo Stato e le confessioni religiose che considerano il sabato giorno di riposo.