Esami di Stato 2026: CNDDU chiede equità per i commissari

Esami di Stato 2026: il CNDDU denuncia carichi raddoppiati, disparità retributive e chiede l'intervento del Ministro Valditara.

A cura di Redazione Redazione
19 giugno 2026 12:30
Esami di Stato 2026: CNDDU chiede equità per i commissari - prof. Romano Pesavento
prof. Romano Pesavento
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Negli Esami di Stato 2026, il CNDDU segnala criticità organizzative, carichi di lavoro crescenti e compensi non proporzionati per i commissari.

Esami di Stato 2026:denunciata l'alterazione dell'equilibrio organizzativo delle commissioni e le persistenti disparità retributive tra commissari interni ed esterni. Richiesto un intervento del Ministro Giuseppe Valditara.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da docenti impegnati nelle Commissioni degli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione, ritiene doveroso richiamare l'attenzione del Ministero dell'Istruzione e del Merito sulle criticità derivanti dall'attuale assetto organizzativo delle commissioni e sul permanere di significative asimmetrie nel sistema dei compensi accessori riconosciuti ai commissari.

La riduzione della composizione delle commissioni, passate da sei a quattro componenti, ha prodotto un evidente incremento del carico funzionale gravante su ciascun commissario, con un effetto di sostanziale raddoppio delle prestazioni richieste in termini di sorveglianza durante le prove, verbalizzazione, adempimenti amministrativo-contabili, attività istruttorie, operazioni valutative e partecipazione ai lavori collegiali.

Tale assetto determina una redistribuzione delle funzioni che, tuttavia, non trova alcuna corrispondenza in un adeguato riconoscimento economico, con conseguente alterazione del principio di proporzionalità tra prestazione lavorativa e remunerazione.

Particolarmente significativa risulta la posizione dei commissari interni di Lingua e Letteratura italiana, ai quali è affidata la correzione della prima prova scritta dell'intera commissione. Si tratta di un'attività caratterizzata da un elevato contenuto professionale e tecnico, che implica responsabilità diretta nella valutazione delle competenze linguistiche, argomentative e critiche degli studenti, nonché un considerevole impiego di tempo-lavoro qualificato.

Paradossalmente, tale maggiore esposizione professionale non trova adeguata valorizzazione nell'attuale disciplina dei compensi. Si registra, infatti, una evidente disparità di trattamento economico rispetto ai commissari esterni, i quali beneficiano di un'indennità significativamente superiore pur non essendo necessariamente gravati dal medesimo volume di attività valutativa. Tale situazione pone evidenti questioni di ragionevolezza amministrativa e di equità retributiva.

Il CNDDU ritiene che l'attuale disciplina possa risultare difficilmente conciliabile con i principi sanciti dall'articolo 36 della Costituzione, secondo cui il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro prestato, nonché con i principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione di cui all'articolo 97 della Costituzione, che impongono una razionale allocazione delle risorse umane e un'organizzazione efficiente dei servizi pubblici.

Sotto il profilo economico, appare altresì opportuno evidenziare come la compressione della spesa pubblica non possa tradursi in una sistematica esternalizzazione dei costi organizzativi sulle prestazioni professionali dei docenti. L'efficientamento della macchina amministrativa deve essere perseguito mediante interventi strutturali e non attraverso un incremento implicito del lavoro richiesto ai commissari senza corrispondente adeguamento delle indennità previste.

L'attuale configurazione delle commissioni produce, di fatto, un aumento della produttività individuale richiesta ai docenti, senza che vi sia un corrispondente riconoscimento economico della maggiore intensità della prestazione lavorativa. Tale disallineamento costituisce un elemento suscettibile di incidere negativamente sulla motivazione del personale e, nel medio periodo, sulla sostenibilità organizzativa degli Esami di Stato.

Per tali motivi il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un formale appello al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova un intervento normativo e contrattuale finalizzato a:

  • ridefinire il sistema delle indennità spettanti ai commissari degli Esami di Stato secondo criteri di effettiva proporzionalità rispetto ai carichi di lavoro e alle responsabilità esercitate;

  • riconoscere una specifica maggiorazione economica ai commissari incaricati della correzione delle prove scritte nazionali, con particolare riferimento alla prima prova di Italiano;

  • riesaminare l'attuale configurazione numerica delle commissioni, verificandone gli effetti organizzativi, funzionali ed economici;

  • avviare un tavolo tecnico permanente con le rappresentanze professionali della scuola finalizzato alla revisione complessiva della disciplina economica degli Esami di Stato.

La qualità del sistema nazionale di istruzione costituisce un investimento strategico in capitale umano e non può prescindere dalla valorizzazione della professionalità docente. Ogni politica di razionalizzazione della spesa pubblica deve necessariamente rispettare i principi di equità, proporzionalità e adeguatezza della retribuzione, evitando che il perseguimento dell'efficienza amministrativa si traduca in un progressivo depauperamento del lavoro intellettuale svolto dagli insegnanti.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che il Ministero voglia intervenire tempestivamente, restituendo coerenza al sistema e riaffermando il valore costituzionale del lavoro docente quale presidio essenziale del diritto all'istruzione e della qualità della valutazione pubblica.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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