Falso allarme tentato rapimento scuola Monteverde: svelato l'equivoco a Roma

La polizia archivia il caso di Largo Ravizza: errore di una tata al primo giorno, nessuna minaccia per gli alunni nonostante la psicosi iniziale.

19 febbraio 2026 07:45
Falso allarme tentato rapimento scuola Monteverde: svelato l'equivoco a Roma - Automobile della Polizia
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Il caso del presunto tentato rapimento presso l'istituto di Largo Ravizza, nel cuore di Monteverde, è stato definitivamente chiuso. Le verifiche della Polizia di Stato hanno confermato un semplice errore di persona commesso da una collaboratrice domestica, placando l'ansia delle famiglie romane.

La ricostruzione del presunto tentato rapimento a Monteverde

Una spirale di paura ingiustificata si è dissolta nelle ultime ore a Roma, dove quello che sembrava un incubo per ogni genitore si è rivelato una catena di sfortunati eventi privi di dolo. Tutto è iniziato con una denuncia formale presentata dai genitori di un'alunna della scuola dell'infanzia, terrorizzati dalla presenza di una donna sconosciuta che avrebbe cercato di prelevare la loro figlia. La notizia, rimbalzata freneticamente sulle chat di classe e sui social network, parlava esplicitamente di un tentato rapimento, innescando l'immediato intervento degli agenti del Commissariato di zona. Gli investigatori, agendo con la massima priorità data la sensibilità del luogo — un plesso scolastico frequentato da centinaia di minori — hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza e ascoltato i testimoni, ricostruendo una verità ben diversa dalle voci incontrollate che circolavano nel quartiere.

La dinamica dell'errore: barriere linguistiche e plessi confusi

L'indagine ha fatto emergere come il panico sia scaturito dalla confusione di una baby sitter di nazionalità filippina, circa 35 anni, al suo assoluto esordio lavorativo con una nuova famiglia. La donna, che si esprime esclusivamente in lingua inglese, doveva prelevare due bambini della scuola elementare, situata nello stesso complesso scolastico ma in un'ala differente.

A generare il caos è stata una foto mostrata dalla tata alle insegnanti: un'immagine WhatsApp datata, ritraente i bambini (oggi più grandi) quando erano più piccoli. Entrata per errore nell'ingresso della scuola materna invece che in quella primaria, la donna è stata fermata dal personale scolastico. Qui è scattato il protocollo di sicurezza: la maestra, non riconoscendo la donna e notando l'assenza di una delega ufficiale per il ritiro, ha giustamente dato l'allarme. Nel frattempo, i riscontri incrociati con le telecamere della primaria hanno mostrato la stessa donna prendere in consegna i bambini corretti tramite un'amica della madre, delegata ufficialmente, chiarendo definitivamente la buona fede della lavoratrice.

Sicurezza scolastica e speculazioni: la posizione del Municipio XII

La vicenda ha sollevato un polverone non solo tra i residenti ma anche nelle aule della politica locale. Elio Tomassetti, presidente del Municipio XII, è intervenuto per smorzare le tensioni e lodare la prontezza del sistema scolastico. Nella sua nota ufficiale, ha sottolineato come non ci sia stato alcun tentato rapimento, ma un equivoco gestito con estrema professionalità dal personale docente e ATA.

Le procedure di controllo degli accessi e la verifica rigida delle deleghe hanno funzionato come barriera protettiva, dimostrando l'efficacia dei protocolli di vigilanza. Tomassetti ha però espresso rammarico per la strumentalizzazione dell'accaduto, puntando il dito contro chi, per un "bieco tornaconto elettorale", ha soffiato sul fuoco della paura prima ancora che le indagini fossero concluse. La priorità, ribadita dalle istituzioni, resta la tutela della serenità della comunità scolastica, messa a dura prova da un clamore mediatico sproporzionato rispetto alla realtà dei fatti.

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