Famiglia nel bosco a Palmoli: la nuova casa in legno pronta entro Natale
La famiglia nel bosco di Palmoli avrà una nuova dimora in legno, con lavori al via a settembre e spese a carico dei genitori.
La famiglia nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, si prepara a cambiare casa. I lavori per la nuova dimora partiranno a settembre e il desiderio dei genitori è chiaro: vivere tra quelle mura insieme ai tre bambini già a Natale. Il tutto avviene mentre la coppia attende la decisione del Tribunale dei minori dell'Aquila sul ricongiungimento con i figli.
Quando iniziano i lavori della nuova casa
Le imprese metteranno mano al cantiere della casa nel bosco di Palmoli a partire da settembre. A dirlo è Catherine, che con il marito Nathan aspetta in questi giorni la parola dei giudici sul ritorno dei tre figli a casa. Il suo augurio è semplice e diretto: «Voglio vederla finita entro Natale per viverla con i miei tre bambini». Il progetto porta la firma dell'architetta Maria Mascarucci di Chieti, che punta a rispettare i tempi. Prima però resta un passaggio tecnico da completare: il deposito strutturale, un'autorizzazione necessaria per avviare tutto.
Chi paga la casa nel bosco di Palmoli
Le spese ricadono per intero sui genitori della famiglia, senza alcun fondo pubblico. Finora è stato Nathan a coprire i costi dell'iter amministrativo. Ecco le voci già sostenute:
acquisto di un terreno aggiuntivo, pagato duemila euro;
oneri concessori per oltre duemila euro.
Sul costo totale l'architetta resta prudente: «Dare una cifra sul costo è azzardato al momento, cambia dal sistema strutturale che scegliamo». I fondi arriveranno da più fonti. «Non ci sono fondi pubblici, la coppia si sta adoperando per trovare i soldi, parte dei proventi verranno dalla vendita del libro di Catherine», spiega Mascarucci.
Famiglia nel bosco, imprese locali in aiuto
Alla raccolta di risorse si aggiunge un'ondata di solidarietà. Molte ditte hanno offerto il loro contributo: «Ho ricevuto richieste da imprese che vogliono aiutare», racconta l'architetta. La scelta, però, guarda al territorio. «Le ditte si sono proposte da tutta Italia, ma io sto privilegiando quelle locali per una questione di abbassare l'impatto ambientale in tutto il ciclo del cantiere», precisa. Il motivo è pratico: meno trasporti significano meno emissioni legate ai carburanti. Usare imprese vicine, insomma, aiuta anche l'ambiente.
Come sarà la nuova dimora in legno
La casa nascerà come fabbricato indipendente rispetto a quello esistente, in legno e con materiali ecosostenibili. Il percorso di Maria Mascarucci spiega bene questa impronta: la sua ricerca ruota attorno alla bioedilizia, alla progettazione bioclimatica e all'uso di materiali naturali. Ecco le caratteristiche principali dell'edificio:
superficie tra 60 e 70 metri quadrati;
due camere da letto, un bagno, un soggiorno e una cucina;
ampie vetrate nel soggiorno per aprirsi sul verde;
allaccio alle utenze comunali per l'acqua;
impianto fotovoltaico per l'energia.
Il vecchio rudere sul terreno non verrà abbattuto, ma recuperato e destinato ad attività agricola.
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