Famiglia nel bosco: respinto il ricorso della coppia, i figli rimarranno in comunità e 'separati' dai genitori
La Corte d'Appello dell'Aquila dichiara improcedibile il ricorso della famiglia nel bosco, confermando la separazione tra genitori e figli.
La vicenda della famiglia nel bosco segna un nuovo arresto giudiziario. La Corte d’Appello dell’Aquila ha respinto il reclamo dei genitori. La decisione dei giudici impone che i figli restino in comunità, mentre la tutela dei minori resta al centro del dibattito sulla continuità affettiva.
Il ricorso dichiarato improcedibile dai giudici
La sezione minorile della Corte d'Appello dell'Aquila ha giudicato improcedibile l'istanza presentata dai legali di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Secondo i magistrati, spetta al Tribunale per i minorenni valutare le evoluzioni della situazione familiare prima di procedere a un eventuale ricongiungimento dei figli. Nonostante i tentativi della difesa di dimostrare il superamento delle criticità abitative, i giudici hanno ritenuto necessario un ulteriore passaggio burocratico. Questa scelta prolunga il distacco tra i genitori e i tre piccoli coinvolti.
Famiglia nel bosco: le criticità sollevate dalla garante per l'infanzia
Marina Terragni, Garante per l’infanzia, ha espresso forti perplessità riguardo alla gestione del caso della famiglia nel bosco. L'Autorità ha evidenziato come le dinamiche procedurali sembrano allontanarsi dal reale benessere dei minori, trascurando le perizie che suggeriscono il ripristino dei legami. Si teme che i conflitti istituzionali prevalgano sulle necessità emotive dei bambini, i quali attualmente mantengono contatti con la madre via videochiamata. La preoccupazione della Garante riguarda anche la percezione pubblica dei servizi sociali in contesti così delicati.
Requisiti abitativi e nuove perizie tecniche
La difesa ha sottolineato come il padre abbia già sottoscritto un contratto per un’abitazione conforme agli standard sanitari richiesti a Palmoli. Le relazioni depositate dagli esperti insistono sulla necessità di favorire il legame familiare interrotto bruscamente lo scorso novembre. Sebbene la prima ordinanza riguardasse l'insalubrità della casa precedente, oggi i genitori dichiarano di aver risolto ogni ostacolo materiale. Tuttavia, la magistratura richiede che ogni nuova circostanza sia analizzata dal tribunale competente per garantire la sicurezza nel percorso di tutela.