Fondi PNRR scuola a rischio: l'ANP pronto a boicottare i nuovi bandi senza le necessarie semplificazioni
Burocrazia e mancanza di revisori minacciano i fondi PNRR scuola: l'ANP denuncia il pericolo di paralisi amministrativa e chiede correttivi.
La gestione dei fondi PNRR scuola è vicina al blocco. Nonostante la proroga della rendicontazione, l'ANP segnala l'assenza dei revisori e contesta le nuove regole sulle firme digitali, minacciando lo stop ai progetti futuri.
L'assenza dei revisori congela i fondi PNRR scuola
Il panorama dell'istruzione italiana si trova di fronte a un paradosso operativo che rischia di vanificare gli sforzi di modernizzazione. Sebbene una nota ministeriale del 15 dicembre 2025 abbia concesso un respiro più ampio agli istituti, spostando al 31 marzo 2026 il termine ultimo per la rendicontazione delle spese, la macchina amministrativa sembra essersi inceppata su un passaggio cruciale. L'Associazione Nazionale Presidi (ANP) ha sollevato una questione tecnica di enorme gravità: in centinaia di scuole mancano fisicamente i revisori dei conti.
Queste figure sono l'ingranaggio essenziale per la validazione dei flussi finanziari; senza il loro "visto" formale, l'Unità di Missione del Ministero non ha l'autorità per sbloccare le tranche di pagamento successive. La conseguenza diretta, vissuta quotidianamente nelle segreterie scolastiche, è uno stallo che genera sofferenze di cassa insostenibili. Le scuole si trovano nell'impossibilità materiale di liquidare le spettanze al personale scolastico impegnato nei progetti e di saldare le fatture ai fornitori esterni, esponendo gli istituti a contenziosi legali e bloccando di fatto l'esecuzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La stretta burocratica: il vincolo dei 30 minuti
Ad esacerbare un clima già teso è intervenuta una modifica procedurale percepita dai dirigenti come vessatoria. Nell'ambito del Programma Nazionale “Scuola e Competenze” 2021-2027, una recente direttiva datata 26 gennaio 2026 ha riscritto le regole d'ingaggio per la registrazione delle presenze su piattaforma. Se in precedenza la prassi consolidata permetteva la firma "entro la giornata", la nuova disposizione impone a tutor ed esperti di validare la propria presenza entro e non oltre 30 minuti dall'inizio e dalla fine di ogni attività.
L'ANP contesta duramente questa rigidità, definendola scollegata dalla realtà "sistemica e umana" della scuola. Chi vive la quotidianità scolastica sa bene che imprevisti tecnici, urgenze didattiche o semplici problemi di connettività rendono spesso impossibile il rispetto di finestre temporali così strette. Imporre ai dirigenti scolastici un controllo così capillare e immediato viene letto non come una misura di trasparenza, ma come un illegittimo demansionamento che trasforma il preside in un mero controllore di orologi, distogliendolo dalle funzioni strategiche e pedagogiche.
Lo scontro finale: verso il blocco dei nuovi progetti
La pazienza della dirigenza scolastica sembra aver raggiunto il livello di guardia. L'associazione di categoria non si è limitata a una semplice lamentela formale, ma ha posto sul tavolo una condizione precisa: serve una sburocratizzazione immediata e la nomina urgente dei revisori mancanti. La richiesta è quella di ripristinare un clima di fiducia, abbandonando la logica della "burocrazia difensiva" che paralizza l'azione amministrativa.
L'avvertimento lanciato dall'ANP è inequivocabile e segna una possibile rottura istituzionale. Qualora il Ministero non dovesse recepire queste istanze di flessibilità operativa, l'indicazione ai propri iscritti sarà drastica: non aderire ai futuri avvisi pubblici. Una mossa che, se attuata, rischierebbe di svuotare dall'interno l'efficacia del PNRR scuola, lasciando milioni di euro inutilizzati per l'impossibilità tecnica di gestirli secondo regole considerate inapplicabili.