Formazione personale estero: il nuovo piano triennale MAECI, la posizione della CISL Scuola
Il Ministero degli affari esteri presenta il programma 2026-2028 per docenti, ATA e dirigenti impegnati nelle scuole italiane nel mondo.
Il Ministero degli affari esteri ha illustrato il nuovo documento strategico per la formazione personale estero relativo al triennio 2026-2028. Il piano triennale MAECI punta a potenziare le competenze del personale scolastico all'estero, rispondendo alle sfide di un contesto internazionale sempre più articolato e professionale.
Dettagli dell'incontro con le organizzazioni sindacali
In data 15 aprile, i rappresentanti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) hanno incontrato i sindacati per fornire l'informativa sul programma formativo destinato al personale docente, ATA e dirigente in servizio fuori dai confini nazionali. La programmazione copre gli anni scolastici compresi tra il 2026 e il 2028, delineando un percorso di aggiornamento continuo e strutturato.
La posizione della CISL Scuola sul piano triennale MAECI
Durante il confronto, la CISL Scuola ha espresso apprezzamento per la qualità e la completezza delle proposte didattiche avanzate dall'amministrazione. Tuttavia, l'organizzazione ha sottolineato l'importanza di integrare nel documento riferimenti espliciti alle norme vigenti, con particolare attenzione alla formazione personale estero.
Riferimenti contrattuali e obblighi di servizio
La delegazione sindacale ha evidenziato la necessità di collegare il piano agli articoli del CCNL, citando specificamente l'art. 36 relativo all'aggiornamento dei docenti e del personale amministrativo. I punti cardine della richiesta riguardano:
La definizione precisa degli obblighi lavorativi legati alla partecipazione ai corsi.
Il rispetto delle disposizioni contrattuali per garantire un equilibrio tra doveri professionali e diritti del lavoratore.
Il riconoscimento della complessità operativa che caratterizza il personale scolastico all'estero.
In conclusione, la richiesta sindacale punta a ottenere un quadro normativo certo che, pur confermando l'importanza della crescita professionale, sia sempre coerente con la disciplina contrattuale nazionale.