Frane a Niscemi: piano straordinario con supporto psicologico per 596 alunni
L'ASP di Caltanissetta invia specialisti per assistere i bambini evacuati. Priorità al benessere mentale e al rientro in classe sicuro.
A seguito delle frane a Niscemi di gennaio, l’ASP nissena ha attivato un’équipe di psicologi per supportare 596 bambini rimasti senza scuola. L’intervento mira a elaborare il trauma dello sfollamento e a facilitare la ripresa della didattica negli istituti colpiti dal dissesto.
L'impatto delle frane a Niscemi sulle strutture scolastiche
Il territorio di Niscemi sta affrontando una complessa fase di gestione post-emergenza, innescata dai movimenti franosi registrati il 16 e il 25 gennaio. Questi eventi di dissesto idrogeologico hanno compromesso la stabilità di infrastrutture vitali, isolando di fatto una porzione significativa della popolazione scolastica. L'ASP di Caltanissetta, sotto la direzione generale di Salvatore Ficarra, ha risposto prontamente dispiegando una task force composta da dieci specialisti in psicologia dell'emergenza. Il focus operativo riguarda 596 minori, di età compresa tra i tre e i diciotto anni, distribuiti su 21 classi.
La criticità strutturale si concentra nella cosiddetta zona rossa, un'area di interdizione fissata dalla Protezione Civile che si estende per 150 metri dal fronte del cedimento. Qui ricadono tre plessi dell'Istituto Comprensivo "Salerno": il Don Bosco, chiuso immediatamente dopo il primo smottamento sulla provinciale dieci, e gli edifici Belvedere e San Giuseppe, resi inagibili dalla seconda faglia attivatasi nel pomeriggio del 25 gennaio. Oltre ai danni diretti agli immobili, l'interruzione delle utenze, in particolare gli allacci al metano, ha costretto il Comune a una sospensione cautelativa delle lezioni per garantire l'incolumità pubblica.
Strategie di supporto psicologico per l'infanzia
La perdita della quotidianità rappresenta il rischio maggiore per i minori coinvolti. Francesca Picone, referente del servizio di psicologia dell'emergenza dell'azienda sanitaria, sottolinea come i bambini, privati dei loro spazi educativi e, in molti casi, delle proprie abitazioni, cerchino disperatamente un ancoraggio alla normalità, spesso simboleggiato da un semplice giocattolo. Il protocollo attivato dall'Assessorato alla Salute della Regione Siciliana non si limita alla gestione dell'acuto, ma punta a ricostruire i punti di riferimento andati distrutti con l'evacuazione.
L'approccio clinico, integrato con i servizi per gli adulti, è volto a mitigare sentimenti di paura e disorientamento. Come evidenziato dalla psicologa Maria Antonietta Campo, un bambino che perde la propria casa subisce una frattura nella percezione della sicurezza personale; pertanto, l'accompagnamento al reingresso in una nuova struttura scolastica diventa un passaggio terapeutico fondamentale. L'obiettivo è trasformare la gestione della quotidianità post-evacuazione da fonte di stress a percorso di resilienza per l'intera comunità scolastica.
Logistica e istituzioni: il piano per la continuità didattica
Parallelamente al supporto emotivo, la macchina amministrativa lavora per tutelare il diritto allo studio. La strategia, coordinata da Viviana Assenza dell'ufficio scolastico territoriale e supervisionata dal direttore regionale Filippo Serra, esclude categoricamente il ricorso alla didattica a distanza o ai doppi turni, soluzioni ritenute inadeguate per il contesto attuale. La priorità, ribadita dal sindaco Massimiliano Conti, è il trasferimento fisico degli alunni e del corpo docente, incluse le maestre storiche, in aule sicure situate in quartieri stabili.
L'istituto "Verga" è stato individuato come hub principale per accogliere le classi evacuate, mentre il personale docente ha provveduto al recupero dei materiali didattici dagli edifici inagibili, operazione essenziale per garantire continuità educativa. L'attenzione istituzionale sulla vicenda è massima, confermata dalla visita della premier Giorgia Meloni mercoledì 28 gennaio, la quale ha assicurato l'impegno del governo per un ripristino celere della normalità e della sicurezza infrastrutturale nel comune nisseno.