Genova, Faccetta Nera alle giostre: indignazione e polemiche

Dura condanna per la diffusione di Faccetta Nera al Winter Park e a Sanremo: politica e ANPI insorgono contro le nostalgie del Ventennio.

12 gennaio 2026 12:30
Genova, Faccetta Nera alle giostre: indignazione e polemiche - Marcia su Roma del 1922
Marcia su Roma del 1922
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Le note di Faccetta Nera risuonano tra le giostre di Genova e Sanremo, scatenando una ferma condanna istituzionale. L’episodio riaccende il dibattito sull’apologia del fascismo, portando organizzatori e politica a intervenire duramente contro ogni forma di nostalgia del Ventennio in luoghi dedicati alle famiglie.

Canti del Ventennio al Luna Park: la cronaca dei fatti

Nella serata di sabato 10 gennaio, l'atmosfera ludica del Winter Park di Genova, situato nella zona di Ponte Parodi, è stata bruscamente interrotta dalla diffusione dagli altoparlanti di un autoscontro di un brano inequivocabile: Faccetta Nera. L'accaduto ha immediatamente suscitato sconcerto tra i presenti nella città medaglia d'oro per la Resistenza; un frequentatore, indignato, ha documentato la scena in un video, affrontando il giostraio che, minimizzando l'accaduto come "solo una canzone", si è visto ricordare che tale condotta configura il reato di apologia del fascismo. Non si tratta di un caso isolato: pochi giorni prima del Natale, un episodio analogo si era verificato a Sanremo, dove il medesimo inno del regime aveva fatto da sottofondo alle attrazioni, tra l'incredulità dei passanti.

Le origini di 'Faccetta Nera' e la dura reazione dell'ANPI

La canzone, scritta da Renato Micheli e musicata da Mario Ruccione nell'aprile del 1935, fu concepita come strumento di propaganda fascista per legittimare la campagna di conquista in Etiopia, presentandola falsamente come un'opera di liberazione dalla schiavitù per la popolazione abissina.

Oggi, la riproposizione pubblica di tali note solleva interrogativi sulla consapevolezza storica delle nuove generazioni. Sulla vicenda è intervenuto con fermezza Massimo Bisca, presidente dell’ANPI, che ai microfoni della stampa locale ha bollato l'episodio come "inconcepibile e inammissibile", definendo tali comportamenti "vomitevoli". Bisca ha inoltre evidenziato un preoccupante sdoganamento culturale, sottolineando come il fascismo, pur se espresso in forme diverse, non sia affatto scomparso dal tessuto sociale odierno.

La presa di distanza degli organizzatori del Winter Park

Di fronte al montare delle polemiche, la reazione dello staff organizzativo del parco divertimenti genovese non si è fatta attendere. Mattia Gutris, portavoce del Winter Park, ha espresso una condanna netta, ribadendo che l'obiettivo storico della manifestazione è unire generazioni diverse nel segno della socializzazione, ripudiando qualsiasi ideale che porti divisione o richiami a pagine buie della storia. Gutris ha tenuto a precisare che l'evento è il frutto del lavoro di oltre 100 famiglie e 300 operatori: l'errore del singolo, definito "esecrabile", non deve macchiare l'intera categoria. L'organizzazione ha annunciato l'adozione di ferrei provvedimenti nei confronti del responsabile del gesto.

Condanna unanime dalle istituzioni e dalle forze politiche

La vicenda ha assunto rapidamente una connotazione politica rilevante. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha stigmatizzato l'evento come un gesto di "gravità assoluta", aggravato dal fatto che il parco beneficia di contributi pubblici ed è frequentato da minori. Citando Giorgio Gaber, la prima cittadina ha ricordato come il saluto romano sia un atto "da stronzi oltre che di destra", assicurando che l'amministrazione valuterà ogni sanzione possibile. Alle sue parole si sono uniti gli esponenti dell'opposizione: Armando Sanna del Partito Democratico ha definito l'accaduto incompatibile con i valori democratici, mentre Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle ha denunciato la frequenza allarmante di questi episodi e il silenzio imbarazzante di parte della destra nazionale, ribadendo che l'antifascismo richiede un impegno attivo e non semplici passerelle istituzionali.

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