Il metodo militare per combattere l'insonnia: come funziona?
La strategia per combattere l'insonnia e riposare meglio, valutando i benefici reali del metodo militare per dormire.
Il celebre metodo militare per dormire promette di far scivolare nel sonno in pochi istanti. Ne parla il Corriere della Sera in un suo articolo a firma di Anna Fregonara. Esaminiamo questa tecnica di rilassamento per comprendere se rappresenta una valida soluzione contro l'insonnia quotidiana e lo stress.
Le caratteristiche del metodo militare contro l'insonnia
Questa pratica è nata per aiutare i soldati a riposare rapidamente anche in condizioni ambientali avverse ed è recentemente diventata virale sui social media. Secondo Dean J. Miller, esperto di scienze della salute, la tecnica si fonda su precisi principi fisiologici mirati a ridurre la tensione corporea.
Nonostante le numerose varianti presenti online, il sistema si basa essenzialmente su tre pilastri fondamentali che preparano l'organismo al riposo:
Rilassamento muscolare progressivo: consiste nella distensione sequenziale dei muscoli, partendo dal viso e dalle spalle fino ad arrivare al torace e alle gambe.
Respirazione controllata: prevede il rallentamento del ritmo respiratorio, enfatizzando espirazioni più lunghe per calmare il sistema nervoso.
Visualizzazione guidata: suggerisce di immaginare scenari tranquilli per bloccare i pensieri intrusivi e la ruminazione mentale.
Validità scientifica e confronto clinico
Esistono evidenti similitudini tra questo sistema e la terapia cognitivo-comportamentale, che rappresenta il trattamento d'elezione per i disturbi cronici del sonno. Entrambi gli approcci sfruttano il rilassamento fisico, ma la terapia clinica include protocolli più ampi come il controllo degli stimoli e la corretta igiene del sonno.
Sebbene i passaggi del metodo militare possano risultare utili anche per i civili, l'obiettivo dei due minuti potrebbe rivelarsi irrealistico per chi vive una quotidianità diversa da quella bellica. Fissarsi su tempi record rischia di generare un'ansia da prestazione controproducente, alimentando paradossalmente la veglia.
I tempi fisiologici dell'addormentamento
È fondamentale ridimensionare le aspettative temporali per evitare frustrazioni inutili che ostacolano il riposo notturno. Secondo la Sleep Foundation, impiegare dai dieci ai venti minuti per addormentarsi rientra perfettamente nella normalità fisiologica di un adulto sano. Tempi eccessivamente brevi, inferiori ai cinque minuti, potrebbero invece essere sintomo di una grave deprivazione di sonno pregressa.