Inchiesta di Report sulle criticità delle GPS: il peso delle certificazioni comprate

L'indagine di Report svela come le graduatorie docenti siano diventate un mercato dove il punteggio si acquista con certificazioni ed esami.

26 gennaio 2026 19:30
Inchiesta di Report sulle criticità delle GPS: il peso delle certificazioni comprate - Sigfrido Ranucci - Report
Sigfrido Ranucci - Report
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Il sistema delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) è finito al centro di una dura inchiesta giornalistica condotta da Report. L'approfondimento mette a nudo le criticità di un meccanismo in cui il merito didattico sembra soccombere dinanzi al business dell'acquisto dei titoli.

Il mercato dei titoli nelle GPS tra costi e irregolarità

L'inchiesta trasmessa su Rai 3 ha sollevato il velo su una realtà che migliaia di docenti precari vivono quotidianamente sulla propria pelle. Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze, lo strumento cardine per l'assegnazione degli incarichi annuali nelle scuole italiane, si sono trasformate in un terreno di scontro economico. Secondo quanto emerso, la scalata verso le prime posizioni non dipende più esclusivamente dagli anni di servizio o dalla qualità dell'insegnamento, bensì dalla capacità finanziaria del candidato di accumulare punteggi attraverso corsi di formazione e certificazioni linguistiche. Questo scenario crea una disparità insanabile tra chi possiede i mezzi per investire migliaia di euro in titoli e chi, pur avendo un'esperienza pluriennale in classe, si vede scavalcato da neolaureati con curriculum "gonfiati" artificialmente.

Certificazioni linguistiche e il paradosso delle competenze

Un punto focale del servizio di Report riguarda la validità delle certificazioni di lingua inglese (C1 e C2). Le telecamere hanno documentato procedure d'esame quantomeno dubbie presso alcuni enti certificatori convenzionati. Si parla di test le cui soluzioni circolano in anticipo o di sessioni d'esame dove la verifica delle reali abilità linguistiche appare puramente formale. Il paradosso è evidente: il sistema ministeriale assegna un peso specifico enorme a questi attestati, spesso decisivi per ottenere una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto, ignorando però la discrepanza tra il pezzo di carta e l'effettiva padronanza della lingua. Questa dinamica alimenta un mercato florido per gli enti privati, ma svuota di senso il valore della formazione continua dei docenti, riducendola a una mera compravendita di frazioni di punto.

La guerra tra poveri nel precariato scolastico

L'attuale struttura delle GPS sembra aver innescato una vera e propria competizione esasperata tra i lavoratori della scuola. La narrazione giornalistica descrive un clima di forte tensione, definito come una "guerra tra poveri", dove il collega non è più un alleato ma un avversario da superare attraverso l'ultimo master o corso di perfezionamento disponibile sul mercato. In attesa della nuova ordinanza ministeriale per l'aggiornamento del biennio 2024-2026, la frustrazione tra i docenti aumenta. Molti denunciano come questo meccanismo premi l'ipertrofia burocratica a discapito della stabilità lavorativa e della dignità professionale. La critica principale rivolta al Ministero dell'Istruzione e del Merito è quella di aver permesso la creazione di un sistema che, invece di garantire trasparenza, amplifica le disuguaglianze sociali ed economiche all'interno della categoria.

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