Docenti pendolari: l'odissea quotidiana e i costi insostenibili raccontati a Repor
Sacrifici di insegnanti e ATA tra viaggi all'alba e stipendi erosi. Le novità sulla Carta Docente per i trasporti.
L'inchiesta di Report documenta la dura realtà dei docenti pendolari tra Campania e Lazio: sveglia notturna, costi elevati e stipendi ridotti all'osso. In arrivo però novità legislative sui rimborsi viaggio.
L'inchiesta di Report: la vita impossibile dei docenti pendolari
Le telecamere di Rai3, attraverso un servizio della trasmissione Report in onda il 25 gennaio, hanno acceso i riflettori su una dinamica lavorativa logorante che coinvolge migliaia di professionisti dell'istruzione. Non si tratta semplicemente di spostamenti, ma di una vera e propria migrazione quotidiana che vede protagonisti i lavoratori della scuola, sia insegnanti che membri del personale ATA. La narrazione si concentra sull'asse che collega la Campania al Lazio, una tratta percorsa ogni notte da convogli carichi di speranze precarie e stanchezza cronica.
Le testimonianze raccolte delineano un quadro esistenziale al limite della sostenibilità psicofisica. Una pendolare racconta la sua routine: la sveglia suona inesorabile alle 3:20 del mattino per garantire la presenza sul treno delle 4:28. Il rientro a casa avviene spesso in tarda serata, talvolta alle 22:00, cancellando di fatto qualsiasi spazio per la vita privata o il riposo. Chi vive questa realtà conosce bene il sapore amaro del sacrificio: non è solo il sonno a mancare, ma la qualità stessa del tempo libero, sacrificato sull'altare di un incarico spesso lontano centinaia di chilometri dalla propria residenza.
Stipendi erosi dai trasporti: l'impatto economico sul precariato
Oltre alla fatica fisica, emerge con prepotenza il dato economico. Lavorare nella scuola pubblica, per molti precari, significa decurtare una fetta sostanziale del proprio stipendio per coprire le spese di mobilità. Le voci di spesa sono molteplici e cumulative: all'abbonamento ferroviario, che un docente dichiara essere di 212 euro, si sommano i costi per la metropolitana locale e il parcheggio presso le stazioni di partenza. Il calcolo finale è impietoso: per molti, la spesa fissa mensile tocca i 500 euro, erodendo il potere d'acquisto in un contesto inflazionistico già complesso.
Non parliamo di casi isolati, ma di un fenomeno sistemico. Le stime indicano che ogni notte circa 6000 persone partono dalla sola Campania per raggiungere le cattedre e gli uffici scolastici laziali. Questa condizione di pendolarismo estremo non è una parentesi breve: la natura stessa del precariato scolastico italiano costringe questi professionisti a reiterare tali sacrifici per anni, in attesa di una stabilizzazione che spesso tarda ad arrivare. È una "tassa occulta" sul lavoro che colpisce chi garantisce il funzionamento dell'istruzione pubblica.
Carta del Docente ed estensione ai trasporti: le novità 2026
In questo scenario critico, l'approvazione del Decreto Scuola (decreto 9 settembre 2025, n. 127), convertito in legge il 28 ottobre, introduce cambiamenti strutturali significativi che potrebbero alleviare il carico economico dei pendolari. La normativa, mirata al regolare avvio dell'anno scolastico 2025/2026, ridisegna i confini della Carta del docente.
Come chiarito dalla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, l'aggiornamento della platea dei beneficiari comporta tempistiche tecniche per l'erogazione, ma le modifiche sono sostanziali. Ecco i punti chiave emersi dalla riforma:
Inclusione dei trasporti: Una delle novità più attese è la possibilità ufficiale di utilizzare il bonus per l'acquisto di servizi di trasporto di persone. Questo rappresenta un riconoscimento diretto delle spese sostenute dai docenti pendolari.
Estensione ai precari: La carta non sarà più appannaggio esclusivo dei ruoli fissi. Si prevede l'assegnazione a circa 190mila precari, inclusi i supplenti annuali e coloro con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), oltre al personale educativo.
Hardware e Software: A partire dall'anno scolastico 2025/2026, l'acquisto di dispositivi tecnologici sarà consentito solo alla prima erogazione della carta o, successivamente, con cadenza quadriennale, per favorire un ricambio tecnologico ragionato.
La gestione operativa sarà demandata a un decreto interministeriale annuale (entro il 30 gennaio), che avrà il compito di definire i criteri di assegnazione e l'importo nominale basato sul numero effettivo degli aventi diritto.