Inclusione scolastica e continuità: perché il 60% degli studenti cambia docente di sostegno ogni anno

Il rapporto Istat 2024/2025 mostra luci e ombre dell'inclusione scolastica: più studenti seguiti, ma continuità didattica ancora fragile.

30 maggio 2026 11:00
Inclusione scolastica e continuità: perché il 60% degli studenti cambia docente di sostegno ogni anno - disabile
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L'inclusione scolastica in Italia fa passi avanti, ma resta molto lavoro da fare. Il nuovo rapporto Istat sull'anno 2024/2025 conta 377mila alunni con disabilità, pari al 4,8% degli iscritti. In dieci anni la quota è quasi raddoppiata. Cresce anche il personale di sostegno, eppure problemi come la continuità didattica continuano a pesare su famiglie e studenti.

Inclusione scolastica in numeri secondo l'Istat

I dati raccontano un cambiamento profondo. Oggi gli studenti con disabilità sono 377mila, il 4,8% del totale. Solo dieci anni fa erano circa la metà. Dietro questa crescita ci sono due spinte principali: una maggiore sensibilità verso le differenze e diagnosi più precoci. Le scuole intercettano prima i bisogni dei bambini e attivano percorsi mirati. Aumenta anche il personale dedicato: gli insegnanti di sostegno crescono del 6%, mentre gli assistenti all'autonomia salgono del 7%. Più mani in classe significano, in teoria, un supporto più solido.

Continuità didattica: il nodo ancora irrisolto

Avere più insegnanti non basta se cambiano di continuo. Ed è qui che il sistema mostra la falla più grande. Quasi il 60% degli alunni con disabilità si ritrova un docente diverso ogni anno. Per chi ha bisogno di routine e relazioni stabili, ricominciare da zero ogni settembre è un ostacolo enorme. A peggiorare il quadro c'è la copertura dei posti: il 22% delle cattedre di sostegno resta vuoto a inizio anno. I ritardi nelle nomine lasciano molte famiglie in attesa, spesso per settimane. La qualità del supporto ne esce indebolita, nonostante le buone intenzioni.

Tipi di disabilità e formazione dei docenti

Le situazioni in classe sono molto diverse tra loro. Le forme più frequenti riguardano l'area intellettiva e i disturbi dello sviluppo psicologico, entrambe al 36%. Oltre un terzo degli studenti convive con più disabilità insieme, e questo richiede interventi su misura. Sul fronte della formazione i progressi sono evidenti:

  • i docenti specializzati sono oggi il 78%, contro il 63% di cinque anni fa;

  • restano però 57mila insegnanti senza qualifica specifica;

  • la preparazione del personale è la chiave per un sostegno efficace.

Colmare questo divario è la sfida più urgente per i prossimi anni.

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