Inclusione scolastica: ecco la riforma chiesta dal CNDDU

Il caso di Milano riapre il tema dell'inclusione scolastica e delle garanzie reali per gli studenti con disabilità.

15 luglio 2026 10:00
Inclusione scolastica: ecco la riforma chiesta dal CNDDU - Docente di sostegno
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A Milano un tribunale ha disposto la sostituzione di un docente di sostegno, riaccendendo il dibattito sull'inclusione scolastica. La vicenda, nata per proteggere un alunno con disturbo dello spettro autistico, mostra quanto sia ancora fragile il passaggio dalle norme alle pratiche quotidiane nelle aule italiane. Il CNDDU chiede ora una revisione delle garanzie che renda questo diritto davvero esigibile.

Il caso di Milano e il diritto all'inclusione scolastica

Il Tribunale di Milano ha ordinato in via d'urgenza il cambio dell'insegnante di sostegno di un alunno con autismo. Il giudice ha ritenuto il rapporto educativo incompatibile con la tutela del minore e con gli obiettivi del Piano Educativo Individualizzato. La decisione si fonda su documentazione sanitaria, relazioni specialistiche e registrazioni giudicate ammissibili. Il fatto va oltre il singolo episodio: tocca l'effettività del diritto all'inclusione scolastica e la capacità della scuola di ascoltare e prevenire i conflitti prima che arrivino in aula di giustizia.

Norme avanzate ma pratiche ancora in ritardo

La scuola italiana ha uno degli impianti normativi più avanzati d'Europa. Si va dagli articoli 2, 3, 34 e 38 della Costituzione alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, fino alla Legge 104/1992 e al decreto legislativo 66 del 2017. Eppure il caso milanese conferma un divario tra la qualità delle leggi e quella delle pratiche. Quando serve un giudice per garantire condizioni minime di studio, vuol dire che il sistema non ha attivato i giusti strumenti di prevenzione, ascolto e responsabilità. Il principio del ragionevole accomodamento è ormai un obbligo giuridico, non una scelta.

Le proposte del CNDDU per garantire i diritti

Il CNDDU propone interventi concreti per rendere realmente esigibile l'inclusione. Le richieste principali sono le seguenti:

  • Garante per l'inclusione presso ogni Ufficio Scolastico Regionale, con competenze giuridiche e pedagogiche per mediare e prevenire i conflitti tra famiglie e scuole;

  • sistema nazionale di audit pedagogico affidato a nuclei multidisciplinari di ispettori, pedagogisti, psicologi e giuristi;

  • indicatori di qualità dell'inclusione nella valutazione delle scuole, dalla continuità educativa al benessere degli studenti con disabilità.

Anticipare il conflitto significa evitare che siano gli alunni più fragili a pagarne le conseguenze.

Formazione e cultura della relazione educativa

Le competenze sulle materie non bastano più. La ricerca pedagogica, da Andrea Canevaro all'Universal Design for Learning, dimostra che la qualità della relazione è essa stessa uno strumento didattico. Per questo la formazione iniziale e continua del personale diventa centrale. Un alunno non deve essere solo inserito in classe: deve poter vivere ogni giorno rispetto, ascolto e fiducia. L'inclusione scolastica autentica nasce dalla competenza e dalla responsabilità, non dalla sola buona volontà. Una scuola che riconosce la dignità di ogni persona realizza, ogni giorno, la Costituzione.

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