INDIRE e ricorsi scolastici: la scuola stretta tra contenziosi e profitto

Ricorsi contro i punteggi e formazione sul sostegno: il caso INDIRE accende il dibattito su diritti, inclusione e precarietà.

A cura di Redazione Redazione
06 luglio 2026 10:00
INDIRE e ricorsi scolastici: la scuola stretta tra contenziosi e profitto - Uniti per INDIRE
Uniti per INDIRE
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INDIRE è al centro di un confronto acceso: tra ricorsi scolastici, punteggi GPS e formazione sul sostegno, il rischio è che la precarietà diventi terreno di profitto. Serve una scuola fondata su diritti, inclusione e preparazione professionale, non sulla guerra legale tra docenti.

Il grande business dei ricorsi scolastici: se la speculazione legale cancella l’istruzione civile

Il comparto scuola italiano non è più regolato dalle leggi dello Stato, ma dalle logiche di mercato dei tribunali. L’ultima trincea di questa guerra fratricida riguarda i percorsi di specializzazione sul sostegno INDIRE e l'offensiva legale volta a privare i docenti dei punti faticosamente ottenuti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), ancor prima della loro effettiva pubblicazione.

Al di là dei tecnicismi burocratici sulla "selettività" dei corsi, ciò che emerge con disarmante chiarezza è un fenomeno molto più profondo e inquietante: la rincorsa a un'ideologia del profitto basata sulle illusioni collettive dei precari. Una deriva che rappresenta quanto di peggio possa esserci nel mondo dell’istruzione civile.

L'illusione collettiva come bene di consumo

Siamo di fronte a una vera e propria macchina da guerra commerciale che si alimenta della disperazione e della precarietà del personale scolastico. Gli studi legali propongono ricorsi a gettone per qualsiasi novità normativa: prima si fa ricorso per entrare, poi per uscire, poi per contestare il punteggio dei colleghi.

La sensazione è che si sia superato il limite del buonsenso e della tutela dei diritti: oggi si proporrebbero ricorsi persino "contro il pallore della Luna", purché ci sia una platea di docenti disposta a pagare la quota d'iscrizione. Si vendono speranze preconfezionate a scadenze regolari, trasformando la legittima aspirazione alla stabilità lavorativa in un bancomat per professionisti del contenzioso.

La guerra tra poveri ideologizzata: pronti alla resistenza legale

La retorica della "meritocrazia" viene usata come paravento ideologico per giustificare azioni legali che hanno come unico effetto reale quello di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Si crea la narrazione del "nemico", individuato volta per volta nel collega di turno, pur di giustificare una nuova e costosa azione di gruppo. Questo meccanismo distrugge lo spirito di comunità che dovrebbe fondare l'istruzione civile, sostituendolo con un individualismo cinico dove il diritto del singolo si misura sulla sua capacità di spesa legale.

Davanti a questo attacco frontale, però, la platea dei docenti INDIRE non intende rimanere a guardare. Siamo pronti a costituirci formalmente in giudizio al TAR come controinteressati. Difenderemo il valore del nostro titolo e i nostri punti in ogni sede giurisdizionale, smontando in aula le tesi di chi vorrebbe vederci penalizzati per meri interessi di bottega. Se gli studi legali cercano la battaglia nei tribunali, troveranno una resistenza collettiva e determinata.

Una provocazione necessaria: oltre il mito del "posticino"

Per uscire da questo pantano giudiziario serve un cambio di paradigma radicale, che smantelli le rendite di posizione. La soluzione non è difendere lo status quo, ma lanciare una provocazione forte: eliminiamo progressivamente il TFA ordinario nella sua forma attuale. È giunto il momento di superare un modello d'accesso ormai anacronistico per dare pieno spazio a corsi di valore e merito come INDIRE.

La formula INDIRE, basata su un modello di e-learning di qualità già ampiamente collaudato e sdoganato da quasi tutto il resto del mondo, ha dimostrato sul campo come la formazione possa essere resa finalmente fruibile, moderna e compatibile con le esigenze dei lavoratori. Un percorso di questo tipo deve essere garantito a prezzi super accessibili per tutti e blindato dalla totale detraibilità fiscale dei costi sostenuti, togliendo così ogni alibi all'improvvisazione.

La vera forza e validità dei docenti INDIRE risiede nel fatto che si tratta di professionisti che hanno già potuto capire sulla loro pelle, giorno dopo giorno in classe, che quello è esattamente il lavoro che vogliono fare. Al contrario, la vecchia formula del TFA ordinario immette spesso in aula neofiti senza alcuna esperienza empirica, soggetti che fino a quel momento sono scappati dalla realtà della cattedra per rifugiarsi nella teoria.

Per questo motivo, il percorso formativo andrebbe ripensato e integrato in percorsi di studio scelti ad hoc, accessibili solo dopo un periodo obbligatorio di lavoro effettivo sul campo. Questo step iniziale deve basarsi su un lavoro di osservazione a stretto contatto con professionisti già formati per il sostegno. Prima si entra in classe accanto a docenti di ruolo esperti per comprendere le dinamiche reali dell'inclusione, si capisce se si ha la vera vocazione per questa strada, e solo successivamente si accede alla specializzazione formale.

Tuttavia, un solo corso iniziale non può bastare per l'intera vita lavorativa. Il sostegno è un settore delicato e nevralgico, che richiede l'introduzione di una formazione continua obbligatoria per tutti. I docenti hanno il dovere etico e professionale di aggiornarsi costantemente, mantenendo al contempo la necessaria flessibilità organizzativa.

Introducendo il tirocinio preliminare di osservazione e l'obbligo dell'aggiornamento permanente, si opererebbe una naturale selezione: si accosterebbe alla scuola solo chi è veramente e fortemente motivato. Sarebbe l'unico modo serio per spingere le persone a smettere di considerare la cattedra come un semplice ammortizzatore sociale o un "posticino" sicuro da difendere a colpi di carta bollata.

Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE 

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