Intelligenza Artificiale a scuola: formazione e regole per il futuro

D’Aprile (UIL Scuola) a Bruxelles rilancia la centralità dei docenti e l'urgenza di investimenti nell'Intelligenza Artificiale.

23 gennaio 2026 09:15
Intelligenza Artificiale a scuola: formazione e regole per il futuro - Giuseppe D'Aprile - UIL Scuola RUA
Giuseppe D'Aprile - UIL Scuola RUA
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Il segretario Uil Scuola Giuseppe D’Aprile, intervenendo a Bruxelles, traccia la rotta sull'Intelligenza Artificiale a scuola: tecnologia come supporto, mai come sostituto, e priorità assoluta alla formazione del personale.

Intelligenza Artificiale a scuola: tra etica e didattica

L'integrazione delle nuove tecnologie nelle aule non può prescindere da una governance solida e condivisa. È questo il messaggio centrale lanciato da Giuseppe D’Aprile, Segretario generale della Uil Scuola, durante il suo intervento in sede europea. La visione sindacale pone un accento deciso sulla necessità di investire massicciamente nella formazione del personale, considerata l'unica vera chiave di volta per governare il cambiamento anziché subirlo.

Non si tratta semplicemente di dotare gli istituti di nuovi software, ma di stabilire linee guida nazionali che siano fondate su principi di etica e trasparenza. L'obiettivo è evitare che l'algoritmo prenda il sopravvento sulla relazione educativa. D'Aprile ha citato esplicitamente modelli virtuosi già esistenti nel panorama continentale, come il modello estone, un esempio di digitalizzazione avanzata che tuttavia mantiene saldo il principio della libertà di insegnamento. L'approccio suggerito è chiaro: l'innovazione deve rimanere uno strumento di supporto alla didattica, senza mai ambire a sostituire la figura insostituibile del docente.

Il convegno Uil: prospettive europee per l'istruzione

Il dibattito si è svolto in una cornice istituzionale di alto profilo, durante il convegno internazionale intitolato "Il Futuro della scuola in Europa – Il ruolo dell’intelligenza artificiale". L'evento, organizzato proprio dalla Uil Scuola, ha avuto luogo a Bruxelles, presso le sale del Ministero dell’Istruzione della Vallonia.

La scelta della sede non è casuale: portare la discussione nel cuore delle istituzioni comunitarie significa riconoscere che le sfide della scuola digitale non hanno confini nazionali, ma richiedono una risposta sistemica europea. L'analisi si è concentrata sulle opportunità pedagogiche offerte dai nuovi strumenti, ma anche sui rischi concreti legati alla privacy dei dati degli studenti e alla potenziale spersonalizzazione dell'apprendimento. In questo contesto, l'esperienza sindacale si intreccia con la visione politica per delineare un futuro in cui la tecnologia sia un ascensore sociale e non un fattore di esclusione.

Esperti e politica a confronto sull'AI Act

Il tavolo dei relatori ha visto la presenza di figure chiave nel panorama politico e diplomatico, garantendo un approccio multidisciplinare al tema. Tra gli interventi più rilevanti spicca quello dell'Onorevole Brando Benifei, deputato al Parlamento europeo e figura centrale nella stesura dell'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. La sua presenza ha sottolineato l'importanza di un quadro normativo che tuteli i diritti fondamentali anche all'interno delle mura scolastiche.

Al dibattito hanno contribuito anche l'Onorevole Fabio Porta, membro della Commissione Esteri della Camera, e Federica Favi, Ambasciatore d’Italia a Bruxelles, a dimostrazione di come il tema sia prioritario nell'agenda estera italiana. Il panel è stato arricchito dalle competenze tecniche di Federica Pozzi, esperta di educazione e IA, che ha offerto uno spaccato tecnico sulle reali applicazioni in classe. L'evento ha così sintetizzato le diverse anime del dibattito: quella legislativa, quella diplomatica e quella pedagogica, unite nella ricerca di un equilibrio sostenibile per la scuola di domani.

Domande Frequenti (FAQ)

Qual è la posizione della Uil Scuola sull'IA? La Uil Scuola, attraverso Giuseppe D'Aprile, sostiene che l'Intelligenza Artificiale debba essere uno strumento di supporto alla didattica e non un sostituto degli insegnanti. È fondamentale investire nella formazione e stabilire regole etiche.

Perché si fa riferimento al modello estone? Il modello dell'Estonia viene citato come esempio virtuoso in Europa perché è riuscito a integrare un alto livello di digitalizzazione nelle scuole mantenendo però intatta la libertà di insegnamento e la centralità del personale scolastico.

Che ruolo ha l'AI Act nella scuola? L'AI Act, discusso da Brando Benifei durante il convegno, è il regolamento europeo che stabilisce i limiti e le regole per l'uso dell'IA. Nella scuola, serve a garantire che le tecnologie utilizzate siano sicure, trasparenti e rispettose dei diritti di studenti e docenti.

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