Ischia, studenti intossicati dall'acqua delle macchinette: scattano i controlli dell'ASL
Quattro giovani ricoverati con forti crampi dopo aver consumato bottiglie sigillate acquistate a scuola: scattano i controlli di Carabinieri e Asl.
Attimi di apprensione in un istituto superiore di Ischia, dove quattro alunni hanno accusato un improvviso malore a scuola. I giovani sono finiti in ospedale dopo aver consumato acqua in bottiglia acquistata dai distributori automatici, lamentando un sapore anomalo riconducibile al cloro.
La dinamica dell'incidente e il ricovero
L'allarme è scattato nella mattinata, quando alcuni ragazzi, dopo aver usufruito delle macchinette scolastiche durante l'intervallo, hanno iniziato a manifestare una sintomatologia dolorosa acuta. Nello specifico, i quattro studenti hanno riferito al personale docente forti crampi intestinali e una sgradevole percezione gustativa, descritta come un intenso retrogusto chimico simile a quello del cloro, percepito subito dopo aver deglutito il liquido contenuto in confezioni che apparivano regolarmente sigillate. La direzione scolastica ha prontamente attivato i soccorsi, disponendo il trasferimento degli alunni presso l'Ospedale Rizzoli. Tre dei coinvolti sono stati posti in Osservazione Breve Intensiva per un monitoraggio clinico stretto dei parametri vitali, mentre una studentessa, che aveva ingerito una quantità minima di liquido limitandosi all'assaggio, è stata trattenuta in reparto esclusivamente a scopo precauzionale. Fortunatamente, secondo le prime notizie mediche, il quadro clinico generale non desta preoccupazioni per la vita dei giovani pazienti.
Scattano le indagini sull'acqua in bottiglia
Immediata la reazione delle forze dell'ordine per chiarire la dinamica di questo strano caso di intossicazione. I Carabinieri della locale stazione sono intervenuti tempestivamente presso l'istituto ischitano per effettuare i primi rilievi, procedendo al sequestro probatorio delle bottigliette incriminate ancora in possesso degli alunni. Gli investigatori hanno avviato l'ascolto delle famiglie e dei testimoni presenti per ricostruire con esattezza la filiera di acquisto e verificare se vi siano state anomalie evidenti nella conservazione dei prodotti all'interno dell'edificio scolastico. L'obiettivo primario dell'inchiesta è comprendere se la contaminazione sia circoscritta a poche unità difettose o se riguardi uno stock più ampio distribuito sull'isola, necessitando quindi di un intervento su larga scala.
L'intervento dell'ASL e le analisi di laboratorio
Parallelamente all'azione investigativa dell'Arma, si è attivato il protocollo sanitario di emergenza gestito dal Dipartimento di Prevenzione dell'ASL Napoli 2 Nord. I tecnici sanitari avranno il compito di esaminare i campioni di liquido prelevati per identificare la natura esatta della sostanza che ha scatenato i malori. Le analisi di laboratorio saranno determinanti per isolare l'agente patogeno o chimico responsabile del sapore di cloro e dei dolori addominali riportati dagli studenti. L'Azienda Sanitaria potrebbe decidere, in attesa dei riscontri scientifici, di bloccare in via cautelativa l'intero lotto di bevande presente nei distributori della scuola e, potenzialmente, estendere il blocco ad altri esercizi commerciali della zona qualora il numero di lotto corrispondesse a partite diffuse sul territorio.
I possibili risvolti penali della vicenda
La vicenda potrebbe assumere contorni giudiziari rilevanti qualora le perizie tossicologiche confermassero la presenza di agenti nocivi all'interno delle bottiglie. Secondo le normative vigenti, se venisse accertato un nesso causale diretto e inequivocabile tra il consumo del prodotto e i malori accusati dai ragazzi, si potrebbe configurare la violazione dell'articolo 442 del Codice Penale. Tale norma punisce severamente il commercio di sostanze alimentari nocive o adulterate, mettendo a rischio la salute pubblica. Al momento, gli inquirenti non escludono nessuna pista e stanno vagliando diverse ipotesi per spiegare l'accaduto:
Un difetto di produzione alla fonte durante l'imbottigliamento.
Una conservazione inadeguata (esposizione a fonti di calore o sole) durante il trasporto.
Una contaminazione accidentale dei distributori automatici.