Lavoratrici madri, Anief: 'Stipendi ridotti e nodo Bonus mamme'

La Consulta chiede interventi strutturali contro la child penalty mentre Anief tutela i diritti delle precarie escluse dai benefici.

06 gennaio 2026 18:30
Lavoratrici madri, Anief: 'Stipendi ridotti e nodo Bonus mamme' - Gender pay gap
Gender pay gap
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Le lavoratrici madri in Italia subiscono pesanti perdite economiche a causa della maternità. Tra child penalty e discriminazioni contrattuali, la Corte Costituzionale sollecita nuove tutele, mentre Anief agisce legalmente per le precarie.

Il fenomeno della child penalty e i divari retributivi

In Italia la maternità comporta una riduzione dello stipendio stimata sui 5.700 euro annui, un divario che purtroppo permane anche a distanza di quindici anni. Questa penalizzazione economica colpisce duramente le donne, il cui reddito complessivo può calare drasticamente fino al 53% dopo la nascita dei figli. Mentre i padri vedono spesso crescere le loro entrate, le madri affrontano ostacoli strutturali legati all'assenza obbligatoria dal lavoro e al frequente passaggio al part-time.

La posizione della Consulta sul Bonus mamme

Il sindacato Anief denuncia come le donne, specialmente se con contratti instabili, subiscano un trattamento peggiore rispetto ai colleghi uomini, aggravato dalla maternità. La Corte Costituzionale è recentemente intervenuta sulla questione, pur non estendendo direttamente il Bonus mamme alle lavoratrici a tempo determinato. I giudici hanno sollecitato con fermezza il legislatore affinché crei un disegno organico per sostenere la natalità e correggere le attuali criticità normative.

Criticità normative e disparità di trattamento

Secondo la Consulta, l'attuale normativa sull'esonero contributivo presenta illogicità evidenti, poiché favorisce le categorie più abbienti senza limiti di reddito, escludendo paradossalmente le madri precarie. Tale disparità di trattamento appare critica in un contesto di risorse limitate, lasciando prive di sostegno specifico le lavoratrici a tempo determinato con retribuzioni medie, mentre chi ha contratti stabili accede ai benefici.

Ecco i punti salienti dell'azione sindacale in corso:

  • I legali Anief hanno vinto diversi ricorsi invocando il diritto euro-unitario.

  • Sono stati ottenuti rimborsi contributivi fino a 3.000 euro per le supplenti.

  • Il sindacato prosegue il contenzioso per l'inclusione delle precarie.

Daniela Rosano, segretaria generale Anief, ricorda che le madri con contratto indeterminato e tre figli accedono automaticamente all'esonero se hanno presentato domanda. Tuttavia, l'organizzazione insiste affinché il Bonus mamme venga garantito anche a chi ha contratti a termine, eliminando discriminazioni che il sindacato ritiene ingiustificate e dannose per la tutela della genitorialità.

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