Legge di Bilancio 2026: l'analisi della FLC CGIL sulle misure per la scuola e la ricerca

L'analisi della FLC CGIL sulle disposizioni della Legge di Bilancio 2026 su istruzione, stipendi pubblici, pensioni e reclutamento universitario.

04 gennaio 2026 17:00
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La Legge di Bilancio 2026 ridefinisce gli stanziamenti per il settore istruzione e la ricerca pubblica. Il provvedimento incide su organici, trattamento economico e gestione del personale scolastico. Ecco l'analisi della FLC CGIL.

FLC CGIL: risorse e organici nella Legge di Bilancio 2026

L'incremento nominale delle risorse stanziate deve essere parametrato all'inflazione prevista, dato che potrebbe erodere il valore reale degli investimenti effettivi nel settore educativo. La programmazione del fabbisogno di personale abbandona la logica triennale per tornare a una determinazione annuale, legando la stabilità lavorativa esclusivamente ai vincoli di bilancio correnti.

Le principali novità gestionali includono:

  • Le supplenze brevi fino a 10 giorni nella scuola secondaria saranno coperte prioritariamente utilizzando l'organico dell'autonomia già in servizio.

  • Vengono introdotti nuovi contributi economici fino a 1.500 euro e agevolazioni fiscali per il supporto alle scuole paritarie.

Stipendi, fisco e trattamento di fine servizio

Le misure fiscali per il pubblico impiego prevedono una detassazione del salario accessorio che si traduce in un adeguamento netto contenuto in busta paga, stimato in cifre marginali. Sul fronte delle buonuscite, l'anticipo dei tempi di liquidazione del TFS da dodici a nove mesi comporta il venir meno della tassazione agevolata, riducendo di fatto l'importo netto percepito dai neo-pensionati.

Interventi su università e formazione continua

Il piano straordinario per gli atenei finanzia circa 2.000 nuove assunzioni stabili, una cifra che copre solo parzialmente il numero di ricercatori precari attualmente attivi nel sistema e nei progetti PNRR. Non risultano invece stanziamenti specifici dedicati all'istruzione degli adulti, lasciando invariate le risorse destinate ai percorsi di formazione permanente e ai CPIA.

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