Licenziamento per ferie false: la Cassazione conferma la sanzione per la dipendente scolastica

Il licenziamento per ferie false resta valido per una dipendente scolastica che aveva alterato il sistema delle presenze.

04 giugno 2026 17:00
Licenziamento per ferie false: la Cassazione conferma la sanzione per la dipendente scolastica -
Condividi

Il licenziamento per ferie false è stato confermato dalla Corte di Cassazione, che ha chiuso la vicenda di un’assistente amministrativa impiegata in una scuola lombarda. Secondo i giudici, la lavoratrice non avrebbe commesso una semplice disattenzione, ma avrebbe agito in modo volontario sul portale usato per registrare le presenze. La decisione rafforza un principio centrale nel pubblico impiego: il rapporto tra dipendente e amministrazione si basa su fiducia, correttezza e rispetto delle regole.

Licenziamento per ferie false e rottura della fiducia

La dipendente aveva sostenuto che i giorni liberi comparsi in più fossero il risultato di un errore informatico o di una svista dovuta a negligenza. Questa ricostruzione, però, non ha convinto i giudici. Prima il Tribunale di Pavia e poi la Corte d’Appello di Milano avevano già ritenuto legittimo il provvedimento disciplinare. La Cassazione ha confermato la stessa linea: alterare il sistema delle presenze non è un fatto lieve, perché incide sulla trasparenza, sulla lealtà e sull’organizzazione del lavoro pubblico.

Manomissione presenze nel portale scolastico

La vicenda nasce nell’ottobre 2022, quando alla lavoratrice venne notificata la contestazione disciplinare. L’assistente amministrativa era entrata nel portale Argo, utilizzato dalle scuole per gestire le presenze del personale, e avrebbe modificato i dati per ottenere più giorni di ferie rispetto a quelli spettanti. Per i giudici, la manomissione presenze fu compiuta per superare le decisioni della dirigente scolastica. Non si trattò quindi di un problema tecnico, ma di un comportamento intenzionale, scorretto e incompatibile con il ruolo ricoperto.

La decisione finale della Cassazione

Con la sentenza del 22 maggio, la Suprema Corte ha respinto l’ultimo ricorso della lavoratrice e ha confermato il licenziamento senza preavviso. La dipendente è stata inoltre condannata a pagare 4.000 euro al ministero per le spese legali. Il caso mostra come, nel pubblico impiego, anche un singolo episodio possa avere conseguenze gravi quando compromette il vincolo fiduciario. Il punto decisivo non è solo il numero di giorni ottenuti, ma la violazione di regole, responsabilità e doveri di correttezza verso l’amministrazione.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail